Nuova stesa a Napoli, questa volta vicino al bunker dei Mazzarella

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volante della polizia di stato durante il fermo

Bossoli, indagini e tanta violenza: nuova stesa tra corso Protopisani e Villa San Giovanni

Intorno alle 17:30, tra via Villa San Giovanni e corso Protopisani a San Giovanni a Teduccio, sono stati rivenuti ben quattro bossoli di pistola calibro 8.  La pattuglia del commissariato del quartiere di San Giovanni a Teduccio è intervenuta subito dopo la segnalazione di suoni in strada simili all’esplosione di colpi di arma da fuoco, si tratta, probabilmente, di una nuova stesa vicino alla roccaforte dei Mazzarella.

La roccaforte del clan Mazzarella

Il punto in cui tali bossoli sono stati ritrovati, ovvero, vicino al Rione Villa rappresenta, a tutti gli effetti, la roccaforte storica del clan Mazzarella; non si esclude, infatti, che possa essersi trattato di una vera e propria stesa e di una sparatoria in strada a puro scopo intimidatorio. Una delle tante con le quali si fronteggiano, spesso e purtroppo, i due gruppi rivali, vale a dire, clan Mazzarella e clan Rinaldi.

Brucia Napoli est

Nell’area est è in corso, infatti, un duro e triste scontro tra i due clan rivali; le faide tra i Mazzarella ed i Rinaldi vanno avanti da molto tempo e numerose sono state le dinamiche di riorganizzazione e di scontri tra i due gruppi rilevate dagli investigatori.

La storia e la lotta tra i clan Mazzarella e Rinaldi

La storia è molto lunga e le sole indagini tra il 2013 ed il 2015 bastarono a riportare alla luce e a registrare le responsabilità dei capi dell’associazione camorristica Mazzarella, attiva ed operativa, prevalentemente, nell’area orientale di Napoli, per la precisione, nel quartiere di San Giovanni a Teduccio.

Attività che, nonostante le molteplici e svariate sentenze e condanne emesse nei confronti del clan ed i più che numerosi arresti effettuati, è stata comunque in grado di ricostruirsi, riorganizzarsi e di compiere, ugualmente e purtroppo, truci azioni volte alla lotta ed alla propria supremazia sul territorio, in particolare, contro lo storico rivale costituito dal clan dei Rinaldi.

Le indagini sul clan Mazzarella

Le indagini hanno, inoltre, confermato la ricostruzione del contesto criminale in cui sono andati a registrarsi i numerosi episodi delittuosi con annessa individuazione dei mandanti e degli stessi autori.

Si parla, purtroppo, di tentati omicidi, dell’esplosione di numerosi colpi d’arma da fuoco, episodi di danneggiamento di locali commerciali nello stesso quartiere San Giovanni e da numerosi fatti delittuosi, tutti riconducibili allo storico contrasto tra le già citate organizzazioni criminali.

Il fermo per 14 affiliati al clan Mazzarella

Fu proprio nel contesto di tali indagini che la Squadra Mobile di Napoli riuscì ad eseguire anche un provvedimento di fermo per 14 affiliati al clan Mazzarella. Il provvedimento, emesso l’otto febbraio scorso, scaturì proprio dalla lunga sequela di tristi e delittuosi eventi avviata dall’atavica faida.

Tra i numerosi destinatari del fermo vi fu proprio Francesco Mazzarella che, divenuto il capo dell’associazione criminale dopo l’arresto del fratello Roberto aveva appunto, dimostrato, ancora una volta, la capacità di un clan di riorganizzarsi e di attivarsi sempre a prescindere dalle modifiche della propria struttura e/o dalle condanne.