Visitare Napoli: Ecco un tour delle Ville aristocratiche più belle

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Villa Rosebery

Visitare Napoli e le ville aristocratiche più famose oggi poli museali e centri per venti culturali della città partenopea.

Napoli è una città ricca di arte e cultura, monumenti e palazzi storici. Nei secoli scorsi hanno vissuto nobili che vivevano in splendide ville che oggi sono diventate riferimento per mostre ed eventi culturali. Altre residenze custodiscono dei veri e propri tesori in quadri, tappezzerie, arazzi, mobili e tanto altro che scopriremo nei dettagli nei prossimi paragrafi.

Villa Rosebery, residenza del Presidente della Repubblica Italiana

Villa Rosebery,  è un complesso monumentale costruita come residenza reale; si trova nel quartiere Posillipo ed è una delle tre residenze ufficiali del presidente della Repubblica Italiana e per questo motivo è visitabile solo in occasione delle aperture straordinarie organizzate dal Fai. Affaccia sul mare e si può ammirare tutto il Golfo di Napoli e Sua Maestà il Vesuvio.

Villa Rosebery

Storia

La villa deve la sua origine all’iniziativa dell’ufficiale austriaco Joseph Von Thurn, che a partire dal 1801 acquistò alcuni fondi in amena posizione su capo Posillipo per erigervi una residenza di campagna circondata da un giardino, nonché da ampi frutteti e vigneti.

In seguito la villa fu oggetto di varie successioni aristocratiche fino a quando non fu venduta al banchiere francese Gustave Delahante, per poi essere acquistata nel 1897 da Lord Rosebery, che ritiratosi a vita privata, rese la villa un’oasi di tranquillità accessibile solo a selezionati amici e studiosi, incrementando la sua collezione di quadri e stampe acquistate presso antiquari napoletani. Nel 1909, lord Rosebery decise di cedere l’uso della proprietà al governo britannico, per via delle ingenti spese di manutenzione e della sua ripresa dell’attività politica.

Villa Rosebery divenne così una sede di rappresentanza e villeggiatura per gli ambasciatori inglesi in Italia, finché nel 1932 gli eredi di lord Rosebery, deceduto più che ottantenne nel 1929, la donarono allo Stato italiano che la adibì a residenza estiva della famiglia reale. Dopo varie vicissitudini a partire dal 1957  rientrò nelle residenze in dotazione al Presidente della Repubblica Italiana.

La Villa Floridiana: museo delle ceramiche e parco

Villa Floridiana è un edificio di interesse storico ed artistico di Napoli, sito nel quartiere Vomero all’interno dell’omonimo parco. Il complesso faceva parte del gruppo di edifici utilizzati come residenze reali borboniche in Campania ed ospita dal 1927 il Museo nazionale della ceramica Duca di Martina.

Nel giugno 1815 Ferdinando IV di Borbone acquistò per la moglie morganatica Lucia Migliaccio, la tenuta del principe Giuseppe Caracciolo di Torella, ampio appezzamento sulla collina del Vomero, dove si ergeva una imponente villa che, in onore della moglie, chiamò Floridiana.

Villa Floridiana

Alla morte della coppia regale, il complesso fu ereditato dai figli del primo matrimonio della duchessa. Villa Lucia e parte del parco furono poi venduti al Conte Pasquale Stanislao Mancini che ne fece la residenza di famiglia nella capitale partenopea. La Floridiana e il resto del parco furono acquistati nel 1919 dallo Stato, che vi espose la collezione di ceramiche ricevuta in donazione da Maria Spinelli di Scalea, che l’aveva ereditata dallo zio Placido di Sangro, duca di Martina, da cui il museo prende il nome.

Villa Pignatelli: museo delle carrozze e centro per eventi culturali

La villa Pignatelli è una villa monumentale di Napoli che sorge circondata da giardini lungo la Riviera di Chiaia. E’ sede di un museo e viene spesso utilizzata per organizzare eventi culturali e concerti di mudica classica.

Storia

Voluta nel 1826 dal baronetto Sir Ferdinand Richard Acton, primo ministro di Ferdinando I. Qualche anno dopo la morte di Acton, nel 1841, la villa venne acquistata dalla famiglia di banchieri tedeschi Carl Mayer von Rothschild, che la abitarono fino al 1860. Il nobile di Francoforte incaricò i successivi lavori di abbellimento prima ad un architetto parigino e poi, insoddisfatto del lavoro, a Gaetano Genovese. A questa fase risale l’edificazione all’estremità settentrionale del parco della palazzina di tre piani nota come palazzina Rothschild.

Villa Pignatelli

I Pignatelli furono gli ultimi proprietari della villa rimanendovi ad abitare dal 1897 fino alla donazione della struttura allo Stato Italiano perché fosse trasformata in un appartamento-museo destinato a perpetuare il nome del marito e nipote di Diego Aragona Pignatelli.

Villa Campolieto – Ercolano

La villa Campolieto è una villa vesuviana situata lungo il Miglio d’oro, nel comune di Ercolano.

La villa sorge in posizione panoramica sul lato rivolto al mare dell’allora strada regia per le Calabrie, nel tratto divenuto poi noto come Miglio d’oro per la presenza di questa ed altre dimore nobiliari di epoca borbonica. La villa fu fatta edificare a partire dal 1755 da Lucio di Sangro, duca di Casacalenda, che commissionò la progettazione ed esecuzione dell’opera a Mario Gioffredo.

Villa Campolieto

Dopo la morte di Lucio di Sangro, la villa fu ereditata dal figlio Scipione che morì nel 1805 senza lasciare eredi; la proprietà della villa fu divisa fra vari nipoti e ne cominciò un lento declino, culminato durante la seconda guerra mondiale con l’occupazione militare. Nel dopoguerra la villa fu affidata all’Ente per le Ville Vesuviane, fu restaurata dall’architetto Paolo Romanello e posta sotto tutela dalle leggi italiane come bene culturale di particolare interesse.

Attualmente ospita la Stoà – Istituto di studi per la direzione e gestione di impresa, ed è teatro di eventi culturali e sociali. Negli anni Ottanta del XX secolo è stata spesso teatro del ballo di fine corso dei cadetti della Scuola Militare Nunziatella.

Villa La favorita – Ercolano

La Villa Favorita di Ercolano sorge nel tratto di Corso Resina denominato Miglio d’Oro. È una delle più sontuose ville vesuviane del XVIII secolo. Fu realizzata nel 1768 da Ferdinando Fuga e nel 1792 fu acquistata da Ferdinando IV di Borbone che la destinò a residenza reale. Attualmente è proprietà del Ministero di Grazia e Giustizia.

Villa La favorita

Durante il regno di Gioacchino Murat la villa fu utilizzata dal sovrano francese in occasione di feste di corte. Con il ritorno dei Borbone la villa fu nuovamente restaurata e ridecorata da Enrico Alvino per volontà di Ferdinando II. Nell’immediato dopoguerra ospitò il convitto dei Salesiani per l’educazione e l’assistenza agli orfani di guerra. Attualmente è di proprietà del Ministero di Grazia e Giustizia ed appartiene alla Scuola Superiore di Polizia Penitenziaria.