Visitare Castel Sant’Elmo a Napoli: orari, tariffe, come arrivare e cosa vedere

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Castel Sant Elmo

Castel Sant’Elmo sorge sulla collina del Vomero a Napoli ed è anche sede di varie mostre temporanee, fiere e manifestazioni: ecco come arrivare, cosa vedere, orari di apertura.

Castel sant’Elmo è un castello medievale, adibito a museo, che sorge sulla collina del Vomero nei pressi di San Martino a Napoli. Per la sua importanza e la sua posizion,  il castello è sempre stato un possedimento molto ambito dal quale si può osservare tutta la città, il golfo, e le strade che dalle alture circostanti conducono alla città.

castel sant elmo e certosa

Il castello, oltre che museo permanente, il “Napoli Novecento“, è anche sede di varie mostre temporanee, fiere e manifestazioni: dal 1998 fino al 2019. E’ stato anche sede del  Comicon  che poi si è spostato alla Mostra D’Oltremare.

Storia

Il castello ha avuto una lunga storia di assedi: nel gennaio del 1348, dopo l’efferato omicidio di Andrea di Ungheria, ebbe il battesimo del fuoco con il suo primo assedio da parte di Ludovico di Ungheria, giunto a Napoli per vendicare il fratello la cui uccisione si attribuiva all’uxoricidio da parte della regina Giovanna I d’Angiò. Dopo la resa della regina, il castello fu occupato da Carlo di Durazzo.

Nel 1587 un fulmine, caduto nella polveriera, fece saltare in aria buona parte della fortezza uccidendo 150 uomini: al suo interno distrusse la chiesa di sant’Erasmo, la palazzina del castellano e gli alloggi militari, arrecando anche danni al resto della città. Nel 1599 si diede inizio ai lavori di ripristino, ultimati nel 1610: furono affidati alla direzione dell’architetto Domenico Fontana.

Scritte lasciate nel corso degli anni dai prigionieri rinchiusi nelle celle del Castello

Divenne poi un carcere nel quale furono prigionieri, tra gli altri, il filosofo Tommaso Campanella (dal 1604 al 1608) e Giovanna di Capua, principessa di Conca, nel 1659.

Nel 1647, durante la rivoluzione di Masaniello, vi si rifugiò il viceré duca d’Arcos mentre il popolo invano cercava di impadronirsene. Il forte bombardò la città e, grazie alla difesa organizzata dal castellano Martino Galiano, resistette agli assalti del popolo.

Alla caduta della Repubblica vi furono rinchiusi Giustino Fortunato, Domenico Cirillo, Francesco Pignatelli di Strongoli, Giovanni Bausan, Giuseppe Logoteta, Luisa Sanfelice e molti altri. Durante il Risorgimento ospitò il generale Pietro Colletta, Mariano d’Ayala, Carlo Poerio, Silvio Spaventa.

Fino al 1952 fu adibito a carcere militare. Successivamente la fortezza è passata al Demanio militare, ospitando anche alcuni marinai e le loro famiglie, fino al 1976, anno in cui ha avuto inizio un imponente intervento di restauro ad opera del Provveditorato alle Opere Pubbliche della Campania. Fu aperto al pubblico il 15 maggio 1988; il castello appartiene al Demanio Civile ed è adibito a museo.

Panorama verso Posillipo dal terrazzo del castello

Il castello rappresenta uno dei più significativi esempi di architettura militare cinquecentesca. Fu concepito come una pianta stellare con sei punte che sporgono di venti metri rispetto alla parte centrale e furono collocati enormi cannoniere aperte negli angoli rientranti.

Particolare dell’ingresso – itinerario

Per accedere all’interno del castello bisogna percorrere una rampa ripida e attraversare un ponticello schermato da mura laterali nelle quali si aprono dodici feritoie per ciascun lato. Dopo il ponticello vi è la Grotta dell’Eremita, un antro che, secondo la tradizione, avrebbe ospitato in tempi antichissimi un anacoreta.

Sul portale in piperno campeggia lo stemma imperiale di Carlo V, con l’aquila bicipite e un’iscrizione in marmo che ricorda il suo regno ed il periodo vicereale di Pedro di Toledo, marchese di Villafranca. Sette feritoie assicuravano la difesa alle guardie del ponte levatoio qualora fossero state attaccate prima di riuscire a chiudere il ponte.

La grotta dell’eremita

Nell’ingresso, a sinistra, è stato collocato, in età napoleonica, un cancello a ghigliottina realizzato nello stile dell’epoca. Dopo ha inizio la rampa finale di ingresso al castello: nella seconda curva si apre, a destra, un’ampia finestra che affaccia sulla città e sul centro storico. Più avanti ancora, sulla destra, un portale in tufo e piperno introduce nei locali adibiti a carcere.

Alla sinistra di questo ambiente si può notare un altro locale con ampia finestra, adibito ancora a prigione, dal quale si intravede il carcere dei prigionieri comuni. Sulla destra della zona d’aria vi è una larga gradinata che conduce ad altre due celle e alla prigione comune.

Sulla sinistra del locale adibito a carcere della Sanfelice ci sono i servizi per i carcerati. Ritornando indietro e proseguendo si incontrano sette ampie arcate: la prima si apre sul golfo della città, le altre dominano il centro storico. Prima della piazza d’armi, sulla sinistra, ancora tre spaziose aperture dalle quali si può ammirare un panorama di Napoli che spazia da Capodichino a Capodimonte e alla collina dei Camaldoli.

Rampa interna

Al di sotto del piazzale sono due enormi cisterne che assicuravano l’approvvigionamento di acqua al presidio in caso di assedio. Sulla sinistra della torre vi è una piccola rampa, seguendo la quale si giunge ad una terrazza che dà sulla parte occidentale della città.

Nello spessore delle mura, in epoca moderna, è stato impiantato un serbatoio d’acqua dalla capacità di 400 metri cubi per alimentare la zona del Vomero. All’angolo esterno di questa passeggiata, una garitta borbonica in piperno domina la zona tra il Capo di Posillipo, Nisida, Capo Miseno e tutta la zona Flegrea.

Sul grande piazzale in cima, sorge la piccola chiesa dedicata a Sant’Erasmo. Sulla sinistra si trova uno spazioso ambiente ricavato in epoca recente senza alterare le strutture originarie del castello; è adibito a sala congressi.

Museo Napoli Novecento 1910-1980

All’interno del castello, oltre alle mostre temporanee, è allestito stabilmente il Museo Napoli Novecento 1910-1980. Nel museo  è possibile visionare alcune opere realizzate da artisti napoletani, o comunque legati alla città, dal 1910 al 1980.

Informazioni per la visita a Castel Sant’Elmo a Napoli

Castel Sant’Elmo: tutti i giorni dalle 8:30 alle 19:30 (chiuso il martedì) | la biglietteria chiude un’ora prima.

Il Museo Novecento: tutti i giorni, escluso i martedì, dalle ore 9.30 alle ore 17.00; ultimo ingresso ore 16:15

martedì aperti per visite la Piazza d’armi, gli spalti e i camminamenti pedonali.

Prezzo biglietti

  • intero: € 5,00
  • ridotto: € 2,50
  • martedì: € 2,50

gratuito: per i cittadini della Unione Europea sotto i 18 anni, prima domenica di ogni mese

il prezzo e gli orari possono variare con esposizioni in corso

Indirizzo

Via Tito Angelini 22 – 80129 Napoli

Come arrivare

In auto

dall’autostrada, tangenziale, uscita Vomero

In aereo

dall’aeroporto Alibus fino a piazza Municipio, funicolare fino a Piazza Fuga (Vomero) o metropolitana fino a Vanvitelli

In treno

dalla stazione FS (Piazza Garibaldi), metropolitana Linea 1 da Garibaldi, direzione Piscinola fermata Vanvitelli

In metropolitana

Linea 1 fermata Vanvitelli

In autobus

  1. da piazza Vanvitelli V1 fino a Largo San Martino
  2. In funicolare
  3. Funicolare Centrale da piazzetta Augusteo fino a piazza Fuga
  4. Funicolare di Montesanto fino a via Morghen
  5. Funicolare di Chaia da piazza Amedeo a Cimarosa

Contatti