Fase 2, come funzionano le visite dal dentista

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Dopo il lockdown riprendono regolarmente le visite dal dentista sia ambulatoriali che private. Vediamo quali sono le misure di sicurezza sanitaria anti covid-19.

Con la fase 2 sono state riattivate visite mediche ambulatoriali e private. Le visite da dentista saranno possibili in massima sicurezza. Vediamo come funziona

Nella fase 2 sono state riattivate tutte le visite ambulatoriali e private che erano state sospese durante il lockdown. Precisiamo che il dentista è stato sempre disponibile per eventuali emergenze ma per i controlli di routine e piccolo interventi erano stati rimandati tutti gli appuntamenti.

Oggi è possibile riprendere le visite rispettando tutte le norme anti contagio sia per i pazienti che per i medici.

Come funziona la visita dal dentista

E’ necessario fissare un appuntamento con lo studio di riferimento privato oppure presso l’ambulatorio Asl. Sarete invitati a rispondere a un “triage a distanza”, per valutare e predisporre la visita.

  • E’ permesso l’accesso solo al paziente in sala di attesa, l’accompagnatore è consentito solo in caso di paziente che necessita assistenza.
  • Vi sarà chiesto di lavare le mani e di usare dei gel igienizzanti.
  • Indossare la mascherina chirurgica in sala d’attesa.
  • Le riviste non sono consentite in questa fase.
  • Tra una visita e l’altra saranno eseguite le operazioni di sanificazione degli ambienti.
  • I dentisti utilizzeranno dei dispositivi di protezione .

Le norme di sicurezza e le modalità di accedere alle visite dal dentista sono state diffuse dall’Andi, Associazione nazionale dentisti italiani.

visita dal dentista le nuove regole della fase 2

Il presidente, Carlo Ghirlanda, rassicura precisando: “I dentisti praticavano già prima del Covid queste misure sanitarie. L’odontoiatria è sempre stata sicura. Abbiamo provveduto sempre a mantenere attenzione nei confronti del paziente.

Non possiamo rispettare la distanza di un metro. Dovendo lavorare vicino alla testa del paziente, dalle goccioline che può emanare possono derivare potenzialità di trasmissione del virus e dovevamo proteggere noi, il personale e ovviamente anche i pazienti”.