Novità sulle pensioni, La Cgil è scesa in piazza per chiedere un deciso cambio di rotta al governo

347
novità sulle pensioni camusso cambio di rotta sulle pensioni

Roma, a Torino, Bari, Palermo e Cagliari, cinque manifestazioni in cinque capoluoghi tra cui la capitale, dove è intervenuta la segretaria Susanna Camusso in persona, nell’ambito di una giornata di mobilitazione nazionale organizzata della Cgil, al grido : ‘Pensioni, i conti non tornano!’

La Cgil è scesa in piazza per chiedere un deciso cambio di rotta al governo sulla previdenza, sull’innalzamento «illimitato» dei requisiti pensionistici (l’età salirà a 67 anni dal 2019), e infine che garantisca un’occupazione ed una pensione dignitosa ai giovani, che riconosca il lavoro di cura alle donne.

La confederazione è giunta a questa decisione dopo l’esito giudicato “insufficiente” dopo il confronto con il governo sulla previdenza.

Cisl e Uil invece sono di tutt’altro avviso giudicando l’incontro in maniera positivo

A questo punto – interviene la Camusso  –  «bisognerà ricostruire i fili» dell’unità sindacale, perché «divisi si è più deboli», è – ha continuato –  «fatica a capire perché ci siano giudizi diversi da parte delle altre organizzazioni sulle pensioni». «Li rispettiamo, ovviamente ma dobbiamo valutare quanto siano lontani dalla piattaforma» unitaria. La leader cigiellina perciò, ha annunciato  oggi vi è stata  «la prima mobilitazione, non ci fermiamo».

«Siamo in piazza perché non c’è l’attenzione che deve essere data al lavoro – ha aggiunto la Camusso parlando dal corteo – perché il governo ha disatteso gli impegni che aveva preso con noi un anno fa sulla previdenza, perché bisogna dare una svolta anche sulla qualità del lavoro, perché bisogna pensare al futuro di questo Paese, in particolare ai giovani e alle donne, a cui continuano a non venir date risposte». Secondo la Cgil è indispensabile agire sul meccanismo automatico di innalzamento dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita, che «è un inseguimento continuo», e la necessità, perciò, di «rivedere una legge profondamente ingiusta».

Secondo la Camusso inoltre,  Gentiloni e Padoan hanno parlato del pacchetto pensioni come di un pacchetto serio, che tiene conto soprattutto delle esigenze di bilancio ma «le esigenze di bilancio – ha aggiunto la Camusso – non sono un termine astratto se si continuano a fare condoni e non si contrasta l’evasione. Così è certo che le risorse non bastano mai». «Queste sono scelte politiche, non è una condizione inevitabile», ha concluso.

Riguardo ai contratti della pubblica amministrazione che vanno rinnovati la
Camusso ha poi dichiarato che l’articolo 18 «non è un totem ideologico come dice Renzi, ma è una necessità concreta per superare le divisioni nei luoghi di lavoro». E che «vogliamo che davvero si rinnovano i contratti» della Pubblica Amministrazione, «non solo che vengano annunciati». Si dilunga inoltre sulla stabilizzazione dei precari della ricerca, sostenendo che «così com’è la norma non va bene, perché bisogna mettere le risorse» necessarie.

Susanna Camusso ha inoltre sottolineato come «la scelta fatta dal governo è stata di chiudere la porta alla prospettiva previdenziale dei giovani», così come «non c’è una soluzione previdenziale per le lavoratrici, per le donne riuscire a lavorare è un esercizio difficilissimo». «Le scelte fatte dal governo nella legge di bilancio sono una grande occasione persa, ma noi non vogliamo perderla»

La leader cigiellina ha chiuso le iniziative con un suo intervento tenuto nella capitale da Piazza del Popolo in collegamento video con le altre città. A Torino il corteo ha sfilato da Porta Susa a piazza San Carlo; a Bari da piazza Massari a piazza Prefettura; a Palermo da piazza Croci a piazza Verdi; a Cagliari da viale Regina Elena a piazza Garibaldi.

Prevista la partecipazione di tutta l’area politica  facent capo alla sinistra, da Mdp-Si-Possibile a Campo progressista. E domenica la segretaria Cgil ha restituito la visita prendendo parte all’assemblea per la nuova lista di sinistra guidata da Pietro Grasso: «Siamo state invitate, Cgil, Cisl e Uil. Ovunque noi siamo invitati noi andiamo», ha sottolineato la Camusso.