Loro 1, recensione: Paolo Sorrentino racconta Silvio Berlusconi

222
loro 1 film di sorrentino su berlusconi

Loro 1 è il film in cui Paolo Sorrentino racconta Silvio Berlusconi. Vi proponiamo una recensione che si adatta a spiegare anche la trama su cui si basa questo prodotto cinematografico molto interessante.

Premettiamo che la verità raccontata da Paolo Sorrentino in Loro 1 non deve essere vista come una ricostruzione che sia da giudicare più o meno fedele al reale. Più che altro domina in tutto un velo di sarcasmo che si estende ai fatti storici o politici raccontati.

Il regista ci propone un mondo quasi parallelo, che potrebbe essere possibile trovare nella realtà. In questo caso vediamo Silvio Berlusconi che spiega al nipote che la verità consiste nella convinzione.

loro 1 tony servillo sul set del film che parla di berlusconi

Ma quale è la figura di Berlusconi che ci propone il regista in questa pellicola? Qual è il risultato finale che possiamo vedere e quali sono le riflessioni che questo film ci induce a fare sul mondo della politica e sul mondo della televisione?

Un Berlusconi separato dal Berlusconismo

È proprio nell’ottica di porsi queste domande che deve essere visto il film così come nella trama ce lo racconta Paolo Sorrentino. L’intenzione del regista è prima di tutto quella di separare Silvio Berlusconi dal Berlusconismo.

In questo modo vuole proporre al pubblico una figura slegata dalla sua ideologia, che spesso ha coinvolto l’immaginario del nostro Paese, facendo leva proprio sui comportamenti più istintuali che si possono rintracciare.

Se inizialmente viene proposta una versione del Berlusconismo molto “cattiva”, dopo qualcosa tende a cambiare. Nel cast primeggia la figura di Tarantini, che mette assieme le olgettine, anche con delle promesse, allo scopo di farle arrivare all’ex Presidente del Consiglio.

Ma anche altre figure fanno capolino in questo contesto. Basti pensare a Bentivoglio, che agisce sullo sfondo di una Roma molto cupa. E chissà dove vorrebbe arrivare lo stesso Bentivoglio, se avesse veramente la possibilità di tendere tranelli a Berlusconi.

Il cambiamento a partire da Villa Certosa

Se appunto nella prima fase il regista ci propone una versione del Berlusconismo molto cupa e molto stringente, la situazione tende a cambiare nel momento in cui Berlusconi sbarca a Villa Certosa. Da allora si avvertono i primi sintomi di un cambiamento, anche nello stile con cui la trama del film viene raccontata.

Inizialmente il regista appariva molto ruvido, molto episodico e non faceva nemmeno nomi in particolare. Nella seconda parte della pellicola, invece, cominciano ad uscire anche i nomi veri.

Appare ancora più predominante la figura di Silvio e si fa strada il personaggio di Veronica. Da non dimenticare anche il Milan e tutto il parlare che si fa della visita di Putin. Nella prima parte si parlava soltanto di corruzione, adesso invece comincia ad emergere un particolare sentimento.

A volte quest’ultimo è nascosto sotto la caricatura proposta dal regista, che si traduce in un vero e proprio cinismo. Altre volte, però, il sentimento emerge completamente, proponendoci una visione totalmente cambiata.

Silvio vuole riconquistare Veronica

Ed ecco che ad un certo punto del film Silvio Berlusconi appare molto più umano. Lo vediamo impegnato in tutti i tentativi di riconquistare la sua Veronica. E non è certo facile per lui, anche perché Veronica si dimostra una figura molto difficile: gli toglie il telefonino, legge libri particolarmente impegnativi, gli chiede come mai nelle sue reti televisive non siano stati prodotti programmi culturali molto interessanti.

Allo stesso tempo Veronica vuole mantenere intatta la sua dignità, anche se non manifesta sentimenti di gelosia.

loro 1 silvio tenta di riconquistare veronica

Intanto Silvio Berlusconi si divide tra numerosi impegni. Approfitta del tempo libero per recarsi a Roma e incontrare Noemi Letizia, sfrutta i momenti di libertà per parlare con Bentivoglio, una figura che continua a dimostrarsi quella di un traditore.

Inoltre l’ex Presidente del Consiglio si confronta con l’assistente di Dario Cantarelli. Ma si vede com’è un Berlusconi ormai alla ricerca di qualcosa, che va anche oltre l’orizzonte di ciò che si può pensare.

È insomma un Berlusconi alla ricerca di qualcosa che non trova, una figura che vuole uscire dalla sua solita inerzia, per non rimanere inchiodato al passato e aprirsi verso il futuro. A volte nei suoi atteggiamenti può apparire anche infantile, soprattutto quando usa un fare tutto bambinesco per riconquistare la moglie. Già cominciano a vedersi i primi segni della crisi nel rapporto con Veronica.

Sorrentino ci fa vedere l’impegno di quello che, prima di essere descritto come un uomo politico, è messo in risalto come uomo in generale. Naturalmente ancora è tutto in itinere, perché per comprendere veramente dove Sorrentino vuole arrivare bisognerà aspettare l’uscita di Loro 2, l’altro episodio della saga cinematografica che ci farà vedere fino in fondo l’atteggiamento mostrato nei confronti di Berlusconi.

Verrebbe quasi da pensare che il regista manifesti nei suoi confronti una certa “simpatia”. Questo sentimento evidentemente non riguarda il suo agire a livello politico, con le ricadute che si possono avere sulla società, ma è limitato a ciò che riguarda l’uomo. C’è quasi il desiderio da parte del regista di comprendere un personaggio che a volte arriva quasi a sfiorare il patetico, ma che molto spesso riesce a farcela, perché è abituato a parare i colpi bassi.

Il personaggio di Berlusconi umanizzato

È come se in Loro 1 Sorrentino cercasse di farci vedere il personaggio di Berlusconi in maniera molto umanizzata. Forse il suo obiettivo potrebbe essere quello di far uscire questo personaggio da quell’ideologia berlusconiana dalla quale spesso è inestricabile e che ce ne fa avere una visione completamente differente.

silvio berlusconi nel film loro 1

Puntando più sull’aspetto umano e non su quello politico, il regista di Loro 1 ci permette di riflettere in maniera più profonda su cosa veramente non sappiamo vedere al di là dei risvolti politici di un nome famoso come quello di Berlusconi. È anche a partire da questo che si può intraprendere un confronto più reattivo e più significativo per analizzare in tutti i dettagli la società attuale.

Senza mezzi termini, quindi, è come se venisse fuori una nuda verità, che non possiamo non considerare, se vogliamo capire di più sul Paese in cui viviamo.

E Sorrentino ha chiaro questo principio fin dall’inizio e lo porta fino in fondo, per poi svilupparlo nel migliore dei modi in Loro 2.