Il governo all’assalto Ue: schema Diciotti anche per il bilancio

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Il governo all'assalto Ue: schema Diciotti anche per il bilancio

In arrivo una “calda” stagione di lotte, “poteri forti” pronti  a definire la nuova manovra di bilancio scaturita dal caso Diciotti

Allarmato per quel che potrebbe definirsi come la nuova “Caporetto” ma soprattutto per l’evolversi della crisi della Diciotti, l’accademico e giurista Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana dal 1º giugno 2018 Giuseppe Conte si è, più volte, definito come pronto a sbloccare la situazione  di Catania con il proprio decisivo intervento e che Salvini lo avrebbe bloccato ponendo, addirittura, un aut aut. Salvini, infatti, non esita ad esporsi affermando: “Liberare  gli immigrati vorrebbe dire che ha vinto l’Europa e in questo momento non ce lo possiamo permettere”.

Tensione anche a Palazzo Chigi

Il caso Diciotti è motivo di estrema apprensione anche per Palazzo Chigi e la tangibile tensione potrebbe perfino toccarsi con mano; il premier, inoltre, che sperava in un spiraglio di apertura europeo auspicandosi il conseguimento di un qualche risultato aveva, infatti, provato più volte a smorzare toni ed animi dei due vicepremier.

La dura risposta di Bruxelles

Risultati auspicati ma mai ottenuti  perché gli animi invece di andare a conciliarsi avrebbero finito col inasprirsi sempre più. La definitiva risposta di Bruxelles, inoltre, non ha fatto altro che mettere una pietra sopra ogni desiderio e/o speranza e Conte non ha potuto far altro che allinearsi, ascoltando ambedue vicepremier, ed accordarsi con essi per una comune linea indice di “compattezza totale”.

Le forti parole del giurista, tuttavia, hanno spiegato: “Stiamo gestendo un’emergenza complessa e delicata. Ancora una volta misuriamo la discrasia, che trascolora in ipocrisia, tra parole e fatti (…) vorrà dire che l’Italia ne trarrà le conseguenze e, d’ora in poi, si farà carico di eliminare questa discrasia perseguendo un quadro coerente e determinato d’azione”.

L’Italia vuole farsi valere

È palese, dunque, che l’Italia sia fortemente intenzionata a far valere il proprio peso politico ed è anche probabile che si opti per la decisione di versare meno dei contributi dati all’Europa, anche se la cifra di 20 miliardi di Luigi Di Maio risultava già di molto rivisitata.

Ed è così, che proprio Luigi di Maio, vicepremier e pluri ministro Luigi Di Maio evoca l’arrivo di una stagione “caldissima” e ricca di lotte. Questa volta, però,non contro il governo e non contro le sue promesse ma contro “i poteri forti che ci stanno facendo la guerra in questo momento”.

La teoria dei poteri forti

La teoria dei “poteri forti” è di certo un pericoloso rischio perché, come preannuncia il vicepremier, sarebbero proprio i cosiddetti “poteri forti” a definire la nuova composizione della manovra di bilancio e di non consentire, dunque, che, in un colpo solo, si facciano la riforma della legge Fornero, la sterilizzazione delle clausole che permetterebbero all’Iva di salire, la flat tax ed il reddito di cittadinanza.

Conte minaccia concrete ritorsioni

Sul futuro equilibrio dell’Unione potrebbero ricadere ritorsioni concrete “ Siamo al lavoro per porre una riserva all’adesione dell’Italia al piano finanziario pluriennale in corso di discussione” aggiunge Conte: “a queste condizioni, l’Italia non ritiene possibile esprimere adesione a un bilancio di previsione che sottende una politica così incoerente sul piano sociale.

E’ questo il nostro contributo per far crescere l’Europa. Non possiamo accontentarci di uno spazio comune di mercato, di un’aggregazione di Paesi che si ritrovano sulla base di meri interessi economici”.