Napoli, emendamento anti-dissesto. Anche Catania respira

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Il provvedimento sulla ricognizione dei debiti fuori bilancio passa alla Camera, ridando fiato a due grandi città meridionali in difficoltà economica: Napoli e Catania, entrambe in dissesto finanziario.

Intanto proseguono le polemiche tra il primo cittadino napoletano e il Ministro degli interni, Matteo Salvini.

È stato approvato dalle commissioni Bilancio e Affari costituzionali alla Camera dei deputati, un emendamento sui Comuni in dissesto, riferito in particolare alle difficili situazioni riguardanti le città di Napoli e Catania.

La proposta è stata votata con un’ampia maggioranza, che ha compreso anche gli esponenti del centrodestra, mentre contrario si è detto il Partito Democratico che ha parlato di “emendamento elettorale” del governo.

Dissesto finanziario e debiti fuori bilancio

L’emendamento promosso dai due relatori, Giuseppe Buompane e Vittorio Baldino (entrambi esponenti del Movimento 5 Stelle) sui comuni in dissesto finanziario, ritorna sulla questione riguardante la ricognizione dei debiti fuori bilancio.

Se i Comuni interessati presenteranno entro la fine di novembre un piano di riequilibrio spalmato in più anni, la ricognizione dei debiti fuori bilancio verrà effettuata dopo l’approvazione del rendiconto dell’esercizio 2018.

Una norma che interviene in maniera decisiva sulle due complicate situazioni riguardanti Catania (governata dal centro destra) e Napoli, dalla giunta arancione di De Magistris. Meno soddisfatti dell’intervento del governo gli esponenti napoletani dei Cinque Stelle, che criticano a mezzo social l’intervento del governo in aiuto della giunta, “nonostante il mancato raggiungimento degli obiettivi intermedi fissati in precedenza”.

De Magistris, sì; De Luca, no. Polemica sui Giovani democratici

Polemica intanto, proprio sul fronte partenopeo, anche per l’invito, ricevuto e accettato dal sindaco di Napoli, alla festa dei Giovani democratici, primo confronto pubblico tra esponenti del Partito Democratico e l’ex pm.

Gli spunti non mancano: dalla nomina del nuovo commissario per Bagnoli ai progetti di autonomia rilanciati fortemente in questi giorni, anche se non è ancora certo quali saranno gli esponenti del Pd che dialogheranno col sindaco, fatta eccezione per l’orlandiano Marco Sarracino. Di sicuro non ci sarà il governatore De Luca, che non è stato invitato dopo i forfait degli ultimi due anni alla manifestazione. Suscitando nel partito qualche malumore e polemica.

Il sindaco: il governo più a destra della storia

All’attacco, intanto, de Magistris, anche rispetto alla politica governativa, proprio poche ore prima dell’approvazione degli emendamenti sul Milleproroghe. Il sindaco di Napoli ha infatti definito il governo in carica come “l’esecutivo più a destra della storia d’Italia”.

De Magistris è intervenuto alla presentazione del libro del sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, intitolato “Primo cittadino”, pubblicato in questi giorni. L’ex pm ha duramente attaccato la Lega e Matteo Salvini, ribadendo la disponibilità a ospitare i migranti della nave Aquarius in città.

Il Ministro degli interni (a sua volta alle prese con il caso giudiziario riguardante il suo partito) aveva risposto seccato chiedendo se il sindaco di Napoli fosse anche disposto a pagare di tasca sua, per ospitarli sotto il Vesuvio.