Ilva, nuova intesa su 10.700 assunzioni: Garanzia per tutti

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    Raggiunto l’accordo dopo ore ed ore di tavolo al Mise: No agli esuberi e no al Jobs Act

    L’Intesa tra Arcelor Mittal ed i sindacati su Ilva si compie e si concretizza in una prima documentazione composta da 20 pagine, pagine colme di numeri fondamentali e decisivi per il futuro di tutti i dipendenti appartenenti al polo siderurgico di Taranto.

    L’accordo, che concede garanzia per tutti i lavoratori a fine piano industriale ed in special modo l’assunzione immediata di ben 10.700 unità, include in questo caso i 300 lavoratori delle affiliate di altri contratti elettrici e trasporti che risultavano esclusi, invece, dallo schema suggerito da Carlo Calenda.

    Prima della formale ratifica c’è da dire, in effetti, che manca la votazione in fabbrica, tuttavia, i numeri totali sono notevoli, vale a dire: 4,2 miliardi di euro di investimenti di cui 1,8 per il prezzo, 1,25 industriali ed 1,15 per investimenti di natura ambientale.

    Assunzione da parte di AM a fine piano industriale

    Nell’intesa è, dunque, compresa la garanzia di assunzione a fine piano industriale da parte di AM di tutti quei dipendenti che non avranno fruito degli incentivi per i quali il governo ha confermato una cifra pari  a 250 milioni di euro.

    Questa volta si parla di una cifra di centomila euro lordi per il dipendente disposto ad andare via subito. Una stima totale, secondo diverse fonti sindacali, mostra che negli anni a venire, ovvero, tra i tre ed i cinque anni, saranno circa 400 e 500 i lavoratori prossimi alla pensione.

    Zero esuberi e no al Jobs Act

    Si è, senza alcun dubbio, toccato il celebre obiettivo del “zero esuberi”; nel polo siderurgico di Taranto non si applicherà assolutamente il Jobs Act.

    I dipendenti verranno assunti conservando inalterato l’articolo 18 e tutti i diritti pregressi, anche quelli di anzianità ed economici, mentre, per quel che concerne il premio di risultato, con solo riferimento agli anni 2019 e 2020, sarà devoluto con un importo lordo del 3% della retribuzione lorda fissa annua.

    Importanza anche per l’ambiente

    Dell’ estrema importanza del fattore inquinante nell’area di Taranto se ne discute ampiamente da decenni, soprattutto se si considerano i recenti accadimenti che hanno fatto luce sulle gravi questioni legate alla diossina e che hanno portato la realtà della città di Taranto a divenire, a tutti gli effetti, caso dalla portata  nazionale.

    Con tale intesa attenzione viene, infatti, posta anche all’ambiente. Per il piano ambientale, infatti, resta stabilito che i livelli collegati alla produzione di acciaio e polveri non debbano superare i 6 milioni.

    Mentre, per quel che concerne la diffusione delle polveri stesse, è stato ottenuno un anticipo di copertura dei parchi minerari entro l’anno 2019. Per la precisione, entro il prossimo aprile, Mittal sarà tenuta a coprire  il 50% della zona del parco prossima al quartiere Tamburi.

    Secondo il ministro Di Maio sono state introdotte decise migliorie: “ Abbiamo fatto quel che si poteva. Delle migliorie al Piano ambientale che prevedono termini intermedi di realizzazione di alcuni interventi, e quei termini intermedi riguardano anche il passaggio da 6 a 8 milioni di tonnellate  di produzione, che non potrà essere automatico ma che passerà da una certificazione da presentare al ministero dell’Ambiente, in cui bisognerà dimostrare che non si aumenterà il livello di emissioni”.