Caldo record: giovedì bollino rosso in diciotto città

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caldo record in tante regioni italiane

Non accenna a diminuire la terribile ondata di calore che sta coinvolgendo tutto il paese da giorni, e che in questa settimana porterà le temperature a un livello d’allarme in tante città italiane, distribuite in quasi tutte le regioni.

Ogni anno sono la storia sembra essere sempre la stessa. Giugno, luglio, agosto, ed ecco arrivare, in ordine sparso, tra giornali, tv e social network: i consigli degli esperti, le interviste a chi è in fuga in una località balneare o chi è rimasto a soffrire in città, i piani-traffico per riuscire a evitare le lunghe code autostradali nei giorni più critici.

Il tutto ritmato naturalmente da un caldo a tratti difficilmente sostenibile, che anche quest’anno arriverà a livelli record in tutta Italia. Nei prossimi giorni, addirittura in quasi venti città della penisola.

Mercoledì e giovedì le giornate più calde

Saranno ben diciotto, infatti, le città il cui  nel corso della prossima settimana il termometro sarà contrassegnato dal cosiddetto bollino rosso, il livello più alto della scala con cui il Ministero della salute monitora le ondate di calore durante i mesi estivi, al fine di controllare le emergenze.

caldo record nelle regioni italiane

A essere più colpito è il centro nord, in particolar modo nelle zone interne e nella giornata di giovedì 2 agosto. Temperature folli attendono insomma chi è “bloccato” a Milano, Bologna, Firenze, Roma e Torino, città in cui anche il flusso turistico è sempre rilevante.

Il bollino rosso è però segnalato, sempre nella giornata di giovedì, anche a Bolzano, Brescia, Campobasso, Frosinone, Genova, Latina, Perugia, Pescara, Rieti, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo.

Lieve miglioramento, con piccoli abbassamenti di temperatura, invece, per quanto riguarda mercoledì, quando a essere sotto allarme rosso saranno “solo” otto città: Bolzano, Bologna, Campobasso, Firenze, Genova, Perugia, Pescara e Rieti.

Boom di caldo, boom di consumi

Tra le varie conseguenze della devastante ondata di calore c’è naturalmente anche il consumo di elettricità, soprattutto a causa dell’uso di condizionatori. I dati diffusi da Terna (la società controllata dal ministero dell’Economia, che assicura la distribuzione dell’energia nel paese) mostrano come lo scorso martedì si sia toccato il record dell’intero anno 2018, con 56.400 mW, a fronte dei 54.700 dell’ultimo 28 di febbraio.

In quel caso, la giornata della lunga nevicata romana, a causare un massiccio e sopra la media utilizzo del consumo elettrico, fu il problema opposto: il grande freddo che colpì quasi tutto lo stivale.

Ancora lontano, tuttavia, rimane per fortuna (per noi, e per l’ambiente circostante) il picco storico del luglio del 2015, quando il consumo energetico toccò quota 60.500 mW per opera di una eccezionale ondata di caldo africano.