Atenei e borse di studio negate, la faccenda si complica

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atenei italiani

Molti dei fondi destinati alle borse di studio sono stati negati, inoltre, da Roma non arrivano segnali incoraggianti per i nuovi studenti

Era stato definito come un vero e proprio “ascensore sociale bloccato” quello che costringeva le persone meno abbienti ad una perenne vita indigente senza alcuna possibilità di crescita economica o di riscatto.

L’attuale situazione degli atenei italiani, inoltre, non ha potuto far altro che confermare tristemente la definizione ad oggi utilizzata calcando un dato già di per sé allarmante e rivelando, a sua volta, le ulteriori e molteplici criticità ad esso correlate.

Cambiamenti in vista

Molte dichiarazioni di alcuni esponenti del governo non mirano, infatti, alla giusta direzione e con la probabile abolizione del valore legale della laurea, la negata rilevanza del voto finale o con l’abolizione della stessa lode si conferma un problema estremamente grave che evidenzia anche l’allarmante problematica delle borse di studio negate.

Borse di studio non conseguite

Una sola università su due riesce, infatti, a garantire nelle giuste tempistiche l’assegnazione delle borse di studio mentre i requisiti utili al conseguimento di tale contributo come Isee ed Ispe vengono resi vani dalle mancate risorse per il riconoscimento dello stesso.

Nelle regioni in cui il disagio economico è più marcato spesso si tagliano proprio tali possibilità andando, dunque, a colpire ulteriormente le possibilità di miglioramento del singolo quanto della Regione stessa.

Sono sempre di più, infatti, gli studenti che abbandonano l’università per problematiche di natura economica  e per la carenza di fondi statali.

La situazione in Campania

Al Sud solamente il 15,6% degli aventi diritto è riuscito ad ottenere concretamente la borsa di studio. Ne risultano penalizzate, dunque, le famiglie afflitte da maggiori difficoltà economiche oltre che le chance di miglioramenento per molti tra i più meritevoli e promettenti studenti. In Campania la situazione è grave ed appare paradossalmente ancor più  critica se si prende atto dei dati relativi al 2017, dati che dimostrano che su ben 13.115 studenti idonei solamente 1.486 hanno ricevuto la borsa di studio. Estremamente arduo risulta, dunque, in Campania, il completamento del proprio percorso di studi se non vi è di base alcuna  disponibilità economica.

Segnali poco incoraggianti

Ad aggravare il tutto, purtroppo, si aggiungono anche dei segnali  da Roma non proprio incoraggianti per il futuro e per le possibilità gli studenti.  La deputata irpina Maria Pallini discute, ad esempio, di voler vietare il voto di laurea nei bandi dei concorsi pubblici in quanto ritenuto discriminatorio.

Anche la Lega ne aveva ampiamente discusso sostenendo, purtroppo, che i laureati degli atenei del sud fossero meno preparati.

Certo la situazione è complessa, ci sono i pro ed i contro da valutare, ma considerata la cronaca attuale che non brilla certo per meritocrazia ci si interroga su quanto sia lecito intraprendere questi drastici cambi di rotta proprio adesso.