Perché nessuno vuole Zelensky a Sanremo: le proteste

Da quando è stato reso noto che il Presidente Zelenksy parlerà a Sanremo sono scoppiate proteste che potrebbero rovinare l’atmosfera di festa.

Il motivo per cui il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky dovrebbe prendere parte alla più importante kermesse musicale italiana a molti può sembrare inconsistente.

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(NapoliNewsToday)

Il Festival è infatti un momento di grande spensieratezza e leggerezza per gli italiani e anche per molti europei, che hanno “scoperto” il festival grazie alla trionfo dei Maneskin all’Eurovision Song Contest.

Per molti la presenza – anche virtuale – del Presidente ucraino potrebbe rendere troppo pesante il tono della finale. Se l’intervento di Zelensky fosse stato programmato in un’altra qualsiasi serata del Festival forse gli animi non si sarebbero infuocati così tanto, ma c’è un motivo dietro questa scelta.

Pare infatti che sia stato proprio Volodymyr Zelensky a contattare la RAI per chiedere la possibilità di parlare agli italiani durante la serata finale di Sanremo. Non si tratta quindi di una manovra della RAI per aumentare gli ascolti di un programma che, soprattutto negli ultimi anni, si regge benissimo sulle sue gambe.

Al contrario, la mossa di Zelensky è sembrata una strategia per fare propaganda a un anno esatto dallo scoppio della guerra, e proprio questo ha scatenato una vera e propria rivolta.

Le proteste dei pacifisti contro Zelensky a Sanremo

Per quanto l’Ucraina da un anno stia combattendo una guerra di difesa, e non di offesa, per molti italiani il Presidente Zelensky è un guerrafondaio. Con la sua retorica bellica e con la continua richiesta di armi per l’Ucraina sta dimostrando di non volere davvero la pace: è quello di cui sono convinte le organizzazioni pacifiste d’Italia.

Il Comitato di Liberazione Nazionale (CNL) e l’associazione Pecora Nera hanno quindi deciso di organizzare delle proteste di piazza durante l’ultima serata del Festival.

Si tratterà naturalmente di proteste assolutamente non violente, che comprenderanno anche momenti di preghiera sincretica, cioè aperti a fedeli di qualsiasi confessione religiosa.

L’11 Febbraio tutti i cittadini che si sentono pacifisti sono invitati a partecipare a quella che vuole essere una sorta di “occupazione di Sanremo”. I vertici del CNL hanno infatti invitato tutti coloro che vogliono prendere parte alle proteste a non guardare la finale e riunirsi in luoghi pubblici come strade e piazze.

L’obiettivo? Allontanare il più possibile l’idea che Sanremo, e quindi la musica italiana, possano essere trasformati in strumenti per continuare la guerra anziché per promuovere la pace e la fratellanza tra i popoli.

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Amadeus non ha ancora fatto dichiarazioni in merito alle proteste di piazza che si prevedono a Sanremo, ma potrebbe essere costretto a prendere provvedimenti per evitare che la situazione degeneri.

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