Come un gatto in tangenziale: la periferia secondo Albanese e Cortellesi

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come un gatto in tangenziale

Come un gatto in tangenziale è la nuova fatica di Riccardo Milani che ha deciso di raccontare la periferia con l’ausilio di due caratteristi come Antonio Albanese e Paola Cortellesi.

Stiamo parlando di un’ambientazione usata e abusata in teatro, al cinema e in TV, ma dietro questa nuova pellicola c’è l’ispirazione derivante al regista da una vicenda personale. Ad meno di un anno di distanza da Mamma o papà? Milani si trasferisce con tutta la sua troupe a Bastogi, nella periferia romana degradata per raccontare la storia di Giovanni e Monica, rispettivamente Antonio Albanese e Paola Cortellesi.

I due attori hanno confermato ancora una volta di trovarsi molto bene assieme, per via di un affiatamento che consente loro di calarsi assai facilmente nella parte di personaggi anche molto complessi. Giovanni è un ricercatore di un osservatorio politico che ha la sua abitazione in centro città, mentre Monica lavora come cameriera part time e vive a Bastogi, senza il marito che purtroppo è costretto a stare dietro le sbarre. Non fosse stato per i loro figli, adolescenti e fidanzati, i due probabilmente non si sarebbero mai incontrati nella vita. Presentato ufficialmente il 22 dicembre scorso, Come un gatto in tangenziale è un film che vuole far sorridere all’interno di uno sguardo sociale assai ambizioso.

Commedia sociale e storia d’amore assieme

Una commedia sociale e al contempo una storia d’amore: è lo stesso regista a presentare così la sua ultima fatica. “Non ho paura dell’emozione e del sentimento – ha dichiarato Milani presentando la pellicola – , perché sono cose che provo costruisco i miei film, mi piace anche come spettatore vedere storie con anima, la paura della retorica ha fatto tabula rasa dei sentimenti. Non ci è sembrato azzardato raccontare anche una storia d’amore, un sentimento che durerà quello che durerà, come un gatto in tangenziale appunto. Il problema credo sia nostro, di noi cittadini e non tanto dei politici, odio il termine buonismo e chi l’ha coniato: lo sposare l’anti buonismo a tutti i costi ci ha fatto diventare tutti più stronzi.”

Per Paola Cortellesi, recitare in Come un gatto in tangenziale è stato un po’ come sentirsi a casa: l’attrice comica romana non ha mai negato le proprie origini, ossia quelle della ragazza cresciuta in periferia, nella borgata Massimina. “Sono fiera di essere una borgatara – le parole della Cortellesi riportate da Comingsoon.it – , in una realtà non così problematica o pericolosa come Bastogi, ma crescere in periferia sicuramente ti fortifica, anche se ci tengo a sottolineare come, girando realmente in quel quartiere, abbiamo trovato grande umanità, ci hanno accolti con gioia, cosa che accade di rado a Roma quando arrivano quelli del cinema. Abbiamo vissuto momenti molto forti, commoventi, che non scorderò mai”.

Come un gatto in tangenziale: l’impatto al botteghino

Il primo impatto con il botteghino è stato ottimo: 4° posto in classifica al Box Office, lo scorso 4 gennaio il film di Milani ha incassato al botteghino € 322.450,00, registrando qualcosa come 50.395 presenze.

Sebbene la periferia, come dicevamo, sia abbastanza abusata, il regista ha colpito nel segno tracciando molto bene l’incomunicabilità tra l’alta borghesia del centro città che spesso si trova al vertice della piramide istituzionale, e i “borgatari”, ossia coloro i quali delle istituzioni si fidano il minimo indispensabile.

Sullo sfondo, dunque, una rappresentazione del dibattito politico attuale: l’incomunicabilità tra chi detiene il potere e chi sostanzialmente lo “sopporta” è tradotto in una lettura al contempo tragica e comica. A coadiuvare Milani un team di sceneggiatori del quale fanno parte la stessa Paola Cortellesi, Giulia Calenda e Furio Andreotti.