L’assassina: l’action movie coreano su Netflix

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Ispirato al terzo capitolo di John Wick, L’assassina di Jung Byung-jil garantisce sequenze al cardiopalma

L’action movie inizia in una fatiscente palazzina di Seul con pareti luride e un disordine che la fa da protagonista. Le luci sono anonime, simili a quelle degli ospedali. A soli dieci secondi dall’inizio de L’assassina, dopo un flebile “Che c’è?” della prima vittima, appare la protagonista accompagnata dalle sue armi e pronta ad uccidere.

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La trama de L’assassina

Come se questo inizio esplosivo non bastasse, cominciano sin da subito a susseguirsi sequenze al cardiopalma.

La storia racconta della giovane Sook-hee, cresciuta in Cina dall’organizzazione criminale responsabile della morte di suo padre. La protagonista viene cresciuta come una “macchina per uccidere” anche se cova nel suo animo per tutto il tempo il desiderio di potersi vendicare degli assassini di suo padre e di essere finalmente libera.

Viene considerata da tutti morta dopo aver condotto una missione particolarmente pericolosa. In realtà Sook-hee viene trovata agonizzante da un distaccamento dei servizi segreti coreani con a capo Kwon. Sarà proprio quest’ultima a proporre alla protagonista di cambiare completamente vita diventando una cellula dormiente del governo coreano, dopo aver anche modificato i suoi tratti con un’operazione chirurgica.

Così Sook-hee diventa Chae Yeon-soo, va a vivere a Seul e diventa un’attrice professionista. La giovane ben presti si innamora del suo vicino di casa Lee Joong-sang, con il quale decide addirittura di sposarsi. Sarà solo più tardi che scoprirà che in realtà anche lui è un agente dei servizi segreti sotto copertura e che tra loro non c’è stato niente di casuale.

La vendetta de L’assassina

L’accordo iniziale fatto da Sook-hee con Kwon prevedeva che la giovane per poter ottenere la libertà avrebbe dovuto svolgere il lavoro di “assassina del governo” per dieci anni. Ma Sook-hee decide di farsi giustizia da sola.

Così inizia la lunga vendetta. I primi che uccide sono quelli che le hanno rovinato la vita uccidendole il padre e poi rapendola e violentandola. Si occupa poi anche del marito che le si era avvicinato solo per scopi lavorativi.

Alla fine Sook-hee, però, viene arrestata dalla polizia e fermata nella suo furia omicida.

Lo stile de L’assassina

La prima impressione è di stordimento ma il film cattura subito l’attenzione dello spettatore. Sembra riprendere il modello di Hardcore ed anche di Kingsman. Infatti, i movimenti si accelerano, si bloccano e si rallentano durante i combattimenti. L’impressione generale è di esibizionismo, ma sicuramente ben fatto.

Il tema della vendetta riprende Kill Bill, ma per lo stile e la tecnica è un’imitazione riformulata di John Wick.

La condizione femminile ne L’assassina

Nell’action movie è rappresentato un mondo di donne criminali, più precisamente di sicari a pagamento. Le ragazze vengono addestrate e cresciute sin da piccole per svolgere questo lavoro. I loro nomi vengono cancellati dai registri ufficiali e le ragazze vengono reinserite nella società con degli alias.

L’obiettivo è quello di poterle usare per omicidi commissionati. Lo scopo della loro vita è di uccidere. Ma Sook-hee alla fine decide di vendicarsi di tutte quelle persone che le hanno fatto del male e che l’hanno sfruttata prendendosi così la sua vendetta.

Non resta quindi che guardarlo.