Baby: la serie Netflix del momento

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Baby è una serie molto sponsorizzata su Netflix che tratta di temi delicati inerenti all’adolescenza, in particolar modo riprendendo i casi delle “baby squillo”

Baby è una miniserie tutta italiana prodotta da Netflix, disponibile dal 30 novembre 2018, che riprende a pieno le tematiche trattate precedentemente nella serie Élite so in una versione che si concentra sullo stereotipo delle parioline.

La serie è ispirata alle vicende accadute nei quartieri benestanti della Roma contemporanea, raccontando la storia di Ludovica (interpretata da Alice Pagani) e Chiara (interpretata da Benedetta Porcaroli).

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Baby: la trama

Le due protagoniste sono adolescenti e studiano all’Istituto Collodi di Roma, una scuola privata in pieno stile americano, frequentata dalle famiglie ricche della capitale.

Quello che emerge dalle vicende delle due ragazze è un mondo pienamente in contrasto con quello benestante e ipocrita dei genitori. Infatti, le due ragazze si lasciano andare agli eccessi e alle repressioni, vivendo una vita pericolosa e senza via d’uscita.

Ludovica vive con la madre dopo che il padre le ha abbandonate in una situazione di economica abbastanza agiata; mentre Chiara vive con entrambi i genitori che purtroppo non hanno saputo dare alla loro unica figlia una buona educazione.

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Le vicende trattano di temi contemporanei come il bullismo, la gelosia e gli amori che nascono in età adolescenziale, tuttavia queste si mischiano con il mondo dell’alcol, lo spaccio di droga e la prostituzione.

Come si potrà vedere nel corso della serie, non saranno solo le due protagoniste ad essere coinvolte in questo turbinio di eventi, ma anche altri loro compagni, ognuno con una ragione valida per farlo.

La trama scorre lenta (anche se i temi trattati sono molto vivi e caldi), infatti tre puntate sulle sei previste sono state dedicate al racconto del mondo dell’alta borghesia romana e della vita degli adolescenti. Per questo risaltano questioni scottanti come  il bullismo tra i ragazzi, l’invidia tra le ragazze e la voglia di scappare da un mondo ipocrita.

Il vero fulcro della storia viene svelato solo più tardi, quando le ragazze restano intricate nella fitta tela degli sfruttatori della prostituzione. Solo allora Ludovica e Chiara si renderanno conto di esser cadute in una trappola da cui non possono fuggire.

Baby: cosa manca alla serie?

Le tematiche e le storie raccontate sembrano toccare il quotidiano, tuttavia Netflix resta molto ferma sullo standard di produzione di tante serie televisive italiane, per questo motivo Baby non è una serie che soddisfa pienamente le aspettative.

In fin dei conti, più che essere un racconto di denuncia e di verità, si appresta ad essere un teen-drama che non ha saputo cogliere realmente l’aspetto angoscioso e pericoloso della vicenda. Quello che manca alla miniserie Baby è un punto di vista attuale sul fenomeno delle baby squillo, che tutt’oggi è diffuso a macchia d’olio. Per questo motivo, la serie non sembra distanziarsi troppo dai classici racconti incentrati sui problemi adolescenziali.

Proprio per questo aspetto Ludovica e Chiara sembrano essere le uniche vittime della tumultuosa vicenda, senza tenere conto che nella loro situazione ci sono molte altre ragazze minorenni italiane.

Nonostante le piccole mancanze,  viene conferita a Baby il giusto realismo e senso di squallore che la storia vuole far trasparire,  inoltre attraverso le colonne sonore degli artisti più in voga del momento e il continuo uso dei social viene dipinto al meglio la società contemporanea.