Sconnessi: una nuova commedia sull’assenza di segnale

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L’assenza di segnale con la conseguente impossibilità a comunicare è al centro della commedia “Sconnessi” di Christian Marazziti. Non si tratta propriamente di un tema originalissimo, considerato che l’indisponibilità della rete mobile è al centro anche di “Non c’è campo” di Federico Moccia.

film al cinema sconnessiDiverso è però il filo conduttore e la soluzione trovata dai protagonisti, che nel primo caso si erano dati ad un modo nuovo di rapportarsi tra di loro. Con Sconnessi, Marazziti è riuscito a riunire un cast di elevatissimo livello e che tra gli altri vede protagonisti Carolina Crescentini, Fabrizio Bentivoglio, Ricky Memphis, Stefano Fresi e Antonia Liskova.

Sconnessi è prodotta dalla Camaleo di Roberto Cipullo e Mario Pezzi e distribuito da Vision Distribution, e sarà nelle sale a partire dal 22 febbraio. Al centro delle vicende, dunque, c’è la cosiddetta nomofobia, ossia quello stato d’ansia che pervade gli individui quando sono impossibilitati all’utilizzo dello smartphone perché in assenza di campo o anche perché la batteria li ha abbandonati in un momento cruciale. I protagonisti di questa commedia sono un gruppo di uomini e donne, ragazzi e ragazze, che hanno deciso di trascorrere un weekend in montagna.

L’impossibilità ad utilizzare il cellulare rappresenta la variabile impazzita, la scheggia che li costringe a mettersi a nudo, facendo trasparire insicurezze e segreti, dando anche vita a situazioni per certi versi buffe. Oltre ai succitati artisti, fanno parte del case anche Eugenio Franceschini, Giulia Elettra Gorietti, Benedetta Porcaroli e il giovane Lorenzo Zurzolo.

Nomofobia: la dipendenza da smartphone è una malattia

Gli esperti non hanno dubbi: la dipendenza dall’utilizzo dello smartphone è una delle nuove malattie. Con il termine nomofobia viene ormai definito il timore o l’ansia di non essere raggiungibili tramite rete telefonica e social network, che colpisce prevalentemente i più giovani, quelli di età compresa tra i 18 e i 25 anni, che lamentano anche problemi relazionali e bassa autostima. Chi finisce nel tunnel della nomofobia può manifestare attacchi di panico, vertigini, tremori, tachicardia e altri sintomi simili in assenza di campo oppure in caso di cellulare fuori uso.

Nel 2017 si è parlato di questo nuovo male nel corso del Congresso nazionale di psichiatria dinamica a Firenze. Secondo gli esperti, la nomofobia è in parte connessa all’utilizzo compulsivo dei social network come Facebook: L’abuso dei social network può portare all’isolamento, l’utilizzo smodato e improprio del cellulare può provocare non solo divari enormi tra persone, ma anche a chiudersi in se stesse e a alimentare la paura del rifiuto”, ha spiegato qualche mese fa Ezio Benelli, presidente del congresso e dell’International foundation Erich Fromm.

Stando ad una ricerca condotta da Yougov in Gran Bretagna, più di 6 ragazzi su 10 tra i 18 e i 29 anni vanno a letto in compagnia dello smartphone, mentre il 53% di utenti di telefonia mobile tende a manifestare ansia e insofferenza quando rimane a corto di batteria, credito o se si trova in zone senza coperture di rete.

Giuseppe Rombolà Corsini – psicologo, psicoterapeuta e vice direttore della scuola di psicoterapia Erich Fromm – lancia l’allarme: “Il fenomeno è in forte crescita. Un intervento utile – aggiunge – può essere quello della psicoterapia, attraverso una tecnica specifica come lo psicodramma, terapia di gruppo che spinge il soggetto a compiere un’azione che in qualche modo possa richiamare la sua storia personale”.