Puoi baciare lo sposo, la nuova commedia di Alessandro Genovesi

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puoi baciare lo sposo il film di genovesi

È nei cinema dal primo di marzo Puoi baciare lo sposo, commedia diretta da Alessandro Genovesi con un cast d’eccezione (tra gli altri: Diego Abatantuono, Monica Guerritore, Cristiano Caccamo, Salvatore Esposito, Antonio Catania, Enzo Miccio).

Il film racconta la storia di Antonio (Cristiano Caccamo) che incontra e si innamora di Paolo (Salvatore Esposito), con il quale decide di instaurare una convivenza a Berlino. Quando i due decidono che è giunta l’ora di pensare al matrimonio, si pone il problema di affrontare la reazione delle rispettive famiglie.

La coppia decide così di rientrare in Italia per gestire la cosa, facendo tappa a Civita di Bagnoregio, paese dove ha origine la famiglia di Antonio, facendosi accompagnare dall’amica Benedetta (Diana Del Bufalo) e dal coinquilino Donato (Dino Abbrescia).

La madre di Antonio (Monica Guerritore, mentre il padre è Diego Abatantuono, che interpreta il sindaco del paese, progressista, fissato con “accoglienza” e “integrazione”) accetta subito le nozze, imponendo però che queste si svolgano nel rispetto di tutte le tradizioni di famiglia e del paese, a cominciare dall’intervento del wedding planner di fiducia (Enzo Miccio).

Si comincia così a lavorare per l’organizzazione delle nozze, anche se qualche incognita è pronta a esplodere: Vincenza (Rosaria D’Urso), mamma di Paolo, avrà la stessa reazione positiva, e soprattutto parteciperà alla cerimonia (condizione imposta dalla mamma di Antonio)? E ancora: Roberto, papà di Antonio, così disposto a immedesimarsi e a prendere le parti dei più discriminati quando questi sono estranei e lontani dal proprio giardino, accetterà di celebrare il matrimonio con tanto di fascia tricolore?

Genovesi – ormai al quinto film dopo i successi di Soap Opera (2014) e Ma che bella sorpresa (2015) — riesce con una commedia leggera e gradevole a toccare dei temi importanti e sempre più d’attualità: le unioni civili, la riottosità della provincia italiana a scollarsi da tradizioni e riti secolari (anche a costo di accettare poi, paradossalmente, prospettive di enorme modernità), le difficoltà del coming out privato più ancora che pubblico.

Il film rispecchia uno scenario plausibile nella realtà odierna del nostro paese, raccontando un amore normale, attraverso situazioni comiche tutt’altro che trite e ritrite, e grazie alla bravura di attori che sono una vera garanzia.

Ottime le prove della Guerritore e di Abatantuono, ma anche dei due protagonisti, tra cui quel Salvatore Esposito che dopo averci abituato al personaggio di Genny Savastano in Gomorra, dà vita a un’ottima interpretazione comica, dimostrandosi attore poliedrico e capace di rivestire ruoli diversi.

«Il film ha avuto una preparazione abbastanza lunga», ha spiegato Genovesi in una recente intervista a Best Movie. «Anzi, quando abbiamo iniziato a scriverlo il tema delle unioni civili ancora lontano dall’entrare in Parlamento.

Poi per fortuna la legge è stata approvata e così abbiamo anche fatto delle modifiche.

Forse i distributori avevano un po’ paura del tema, o forse pensavano che fosse controproducente trattarlo in chiave comica.

Ma alla fine Medusa ci ha dato fiducia, capendo anche la strategia autoriale, in cui non si cercava la gag facile o la battuta becera, considerando la delicatezza del tema».