Sforbiciata al decreto crescita

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di maio e salvini al governo

Alleggerito dal Governo il decreto crescita con il taglio delle tasse ed il dimezzamento dei fondi

Il decreto crescita, dopo una sostanziale alleggerita rispetto alla prima stesura di venti giorni fa, torna sul tavolo del Governo.

I cambiamenti al decreto crescita

La maggior parte dei contenuti della prima versione del decreto crescita sono rimasti presenti, anche se con una forte revisione al ribasso delle risorse considerate a disposizione. Innanzitutto alcuni punti sono rimasti invariati.

In primis, la norma riguardante i super-ammortamenti delle imprese, confermata al 130%, mantenendo però la limitazione per gli investimenti ad un massimo di 2,5 milioni di euro. Nessun cambiamento ha riguardato neanche il bonus aggregazioni che resta a regime con 25,5 milioni di euro.

Le novità hanno principalmente riguardato, invece, il taglio dell’Ires per le imprese, per il quale non è più prevista il taglio dal 24% al 20% ma al 20,5% in tre anni, cioè entro il 2022. Azione questa che ha comportato un risparmio al Tesoro di circa 500 milioni di euro.

L’altra novità ha riguardato l’aumento della deducibilità dell’IMU sui capannoni, che inizialmente Di Maio avrebbe dovuto azzerare e che nei prossimi tre anni, invece, aumenterà fino al 70%.

Il problema delle coperture

Le sforbiciate sul taglio dell’Ires e l’aumento dello sconto fiscale sui capannoni hanno nettamente ridotto le risorse stanziate per il decreto, passando da un importo iniziale di un miliardo di euro a circa 400 milioni.

Il problema relativo alle coperture è stato, ancora una volta, molto complesso.

In realtà, infatti, il Tesoro era riuscito a reperire i fondi per finanziare l’intero progetto, attingendo direttamente dai risparmi ottenuti su Quota 100 e sul Reddito di Cittadinanza. Infatti, il Governo ha registrato domande a ribasso rispetto alle aspettative relative ai due provvedimenti.

Se il M5S aveva acconsentito all’utilizzo di questi fondi, è stata invece la Lega ad opporsi, temendo che attingere dal tesoretto risparmiato avrebbe potuto far pensare ad un fallimento del provvedimento Quota 100.

Gli altri provvedimenti

Protagonisti del provvedimento sono anche altre due argomenti, non direttamente attinenti alle misure relative alla crescita economica.

Innanzitutto, il salvagente destinato alla compagnia aerea di bandiera, Alitalia, per la quale, molto probabilmente, verrà convocato un apposito vertice nei prossimi giorni.

L’altra norma, che è stata oggetto di discussioni accese negli ultimi giorni tra i due vice premier Di Maio e Salvini, è la questione relativa al «Salva Roma». Salvini si oppone chiedendo la costituzione di una norma che possa essere rivolta a tutti i Comuni italiani e non soltanto al Comune della Capitale.

Di Maio non ci sta e replica sottolineando che la suddetta norma fu voluta dal Governo Berlusconi nel 2008 e che non comporta nessun costo per il Governo. Intanto, è stato aperto un tavolo di confronto dal vice ministro all’Economia, Laura Castelli, per realizzare la richiesta della Lega.

Salvini precisa che l’operazione destinata ai Comuni debba andare di pari passo con la norma «Salva Roma», mentre per Di Maio quest’ultima non è prorogabile in quanto approvata già al Consiglio dei Ministri del 4 aprile.