Nuovi scontri tra De Magistris e Salvini, questa volta, anche social

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Sulla pagina social del sindaco di Napoli appare un nuovo post di condanna, questa volta De Magistris attacca Salvini

L’attacco del primo cittadino Luigi De Magistris a Salvini questa volta appare anche tramite social. Il sindaco di Napoli avrebbe, infatti, postato senza alcuna remora una critica decisiva all’operato di Salvini:”Nella nostra repubblica compito del ministro dell’Interno è anche, forse soprattutto, quello di garantire la sicurezza del nostro paese.

Nei primi cento giorni di governo il ministro dell’interno Matteo Salvini si è conquistato, in linea con il governo del cambiamento, il titolo di ministro dell’insicurezza nazionale”.

Le ragioni del titolo

Forte critica quella postata, dunque, dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris che prosegue: “Elencare tutte le ragioni di questo titolo così meritato non è agevole da sintetizzare. Il suo cavallo di battaglia, pompato dalla propaganda del potere, è quello di avere fermato l’invasione dei migranti nel nostro paese.

Falso. Non c’è nessuna invasione e nessun merito si può attribuire a questo governo sul tema dell’immigrazione, che è un tema serissimo.

A cominciare dai centri di accoglienza straordinaria che provocano concentrazione di migranti tutti negli stessi luoghi, voluti da Salvini quando governava con Berlusconi e voluti oggi da Salvini che governa con Di Maio, anche grazie al via libera di Berlusconi”.

Un aumento di reati

“Mai si è visto nella storia della Repubblica – sottolinea inoltre  il sindaco di Napoli – un ministro dell’Interno incitare all’odio razziale e alla discriminazione di razza. Oltre ad essere una condotta vietata dalla legge lo sdoganamento degli istinti violenti repressi ha prodotto un aumento dei reati con motivazione razziale.

Con Salvini ministro dell’Interno sono aumentati i reati con motivazioni di razza che ricordano il ventennio fascista. Le condotte del ministro, contro bambini, donne e persone inermi, che ha ordinato il sequestro per giorni, esponendoli al pericolo di vita nella barche della speranza, provocano odio e rabbia nei confronti del nostro paese che ha, invece, una storia di solidarietà e umanità”.