App ingannevoli: come proteggersi dalle truffe

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app ingannevoli installate sul telefonino

Molto spesso capita di scaricare applicazioni che promettono un servizio di qualità, proponendo abbonamenti costosi e poco funzionali

Il Play Store di Google non sempre funziona come dovrebbe, infatti non è raro incappare in App ingannevoli. Quest’ultime, talvolta richiedono anche un certo costo per essere scaricate, ma l’effettiva utilità non è sempre riscontrata dall’utente che sceglie di acquistarla.

App ingannevoli: pagare non sempre ripaga

L’utente che naviga sull’App Store lo fa in cerca di nuove tendenze. Ad esempio, negli ultimi tempi sono molto gettonate le applicazioni che utilizzano una nostra immagine in primo piano per  metterla a confronto con quella di Star del cinema o per mostrarci come saremmo nel futuro.

Talvolta però, le  App che dovrebbero divertire le persone si trasformano in veri e propri inganni, occupando memoria sul proprio smartphone senza un vero e proprio scopo utile. Molte di queste applicazioni richiedono un abbonamento o il download della versione premium a pagamento per “funzionare al massimo”. Tuttavia, non sempre rilasciano quanto promesso nella descrizione dello Store.

Nel caso specifico non si sta parlando di App pericolose, generalmente non contengono alcun tipo di malware, nonostante richiedano il consenso per accedere alle funzioni del device e all’ID. Le App risultano ingannevoli per due motivi principali: il primo è la richiesta di una somma (seppur contenuta) di denaro che non porta risultati utili; il secondo è un’invasione illecita della propria privacy.

App ingannevoli: attacco alla privacy

La funzione intrattenitrice proposta dall’applicazione serve da gancio per attirare gli utenti, il vero inganno lo si riscontra nel momento in cui è richiesto l’accesso al proprio profilo Facebook. L’accesso al social offre all’App ingannevole i nostri dati sensibili,  per giunta in maniera del tutto inconsapevole!

le app ingannevoli sul cellulare diventato delle vere e proprie tecniche di intrusione per hacker

In questo modo, gli sviluppatori dell’App attivano abbonamenti illecitamente, imbrogliando l’utente curioso di vedere come sarà nel futuro. La persona, vittima dell’inganno, dopo qualche giorno dall’attivazione incauta dell’abbonamento si ritroverà a pagare una somma mensile di quasi 11€, senza sapere né come sia stato possibile attivare la sottoscrizione, né come disattivarla.

App Ingannevoli: una storia vecchia, come difendersi?

Non è una questione recente quella delle App che spillano soldi ai poveri sprovveduti in modo ingannevole. Inoltre, la maggior parte dei prodotti proposti da questa categoria di sviluppatori non si attiene al rispetto delle norme sulla tutela della privacy dell’utente.

Pertanto, sono migliaia gli euro spesi mensilmente dalle vittime di queste truffe, che sempre più frequentemente cadono nella trappola dei più furbi.

La domanda che sorge spontanea è:«Esiste un modo per proteggersi?»

Ad agire a tutela del cliente dovrebbe essere Google (nel caso specifico del Google Store), proprio come sta facendo l’Apple attraverso un’accurata riesamina di tutte le App con abbonamenti, presenti nell’Apple Store.

In particolar modo, l’Apple sta rigettando qualsiasi applicazione che presenti in evidenza il tasto di avvio di un “test  gratuito”, che in realtà serve ad avviare disonestamente costosi abbonamenti.

Per questo motivo, ogni sviluppatore che vuole proporre la propria App sull’Apple Store deve necessariamente disporre l’eventuale costo della sottoscrizione.

Tuttavia, la miglior difesa da possibili truffe resta sempre la prudenza, che non è mai troppa!