Napoli, la truffa 2.0 colpisce le carte contactless

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Napoli, la truffa 2.0 colpisce le carte contactless

La carta di credito hi-tech per eccellenza, vale a dire, quella dotata di tecnologia contactless inizia a dimostrare anche le sue prime falle… anche a Napoli

Napoli, da settimane si registrano continui allarmi e segnalazioni di prelievi bancari mai autorizzati come, del resto, anche in altre località del nostro Paese. L’atroce dubbio però sta nel fatto che nel capoluogo partenopeo, probabilmente, esiste una vera e propria centrale operativa totalmente dedita alla clonazione di bancomat o carte di credito.

Le indagini a riguardo

Per gli investigatori qualcuno ha probabilmente ha ideato e costruito uno strumento di lettura di carte di credito dotate di tecnologia contactless con il semplice accostamento alla carta ad un pos mobile.

I pareri degli esperti

I maggiori esperti informatici, che hanno sempre ritenuto più che sicura la metodologia di pagamento contactless, ritengono che sia pressoché impossibile riuscire a captare i codici contactless di una carta a distanza dal momento che tali dispositivi sono ideati per funzionare ad un raggio di distanza inferiore ai 3 cm, dunque, pochissimo, ma è altrettanto probabile che sia stato messo su un tipo di lettore in grado di attivarsi anche ad 80 cm in più grazie ad uno scanner capace di leggere chiavi di crittografia e dati molto più tenaci.

Pro e Contro

C’è da dire, però, che i prelievi, purtroppo e per fortuna, si bloccano ai 25 euro, dopo il superamento di tale cifra occorre infatti l’inserimento di un pin.

Massima allerta

Ma l’attenzione e l’allerta resta comunque alta dal momento che i signori della truffa in versione 2.0 che operano a Napoli non sono da meno ai famigerati hacker dei peggiori film. Sono tantissime, anzi, troppe le persone che negli ultimi periodi si sono rivolti a specialisti del settore per l’intercettazione e la risoluzione dei tentativi di frode di tipo creditizio.

L’ultima diavoleria

Questa, in effetti, è solamente l’ultima trovata escogitata dai, partenopei e non, cyber-pirati che di certo non si fermeranno a tale diavoleria. Il metodo sicuro di pagamento Contactless, considerato ad oggi rapido e sicuro avrà vita lunga?

Tutelarsi è possibile?

Stabilito che grazie alla breve distanza operativa della tecnologia contactless non sia poi così arduo farsi nascere il sospetto di un qualcosa andato storto come, ad esempio, una persona sconosciuta oltremodo avvicinata a noi, ci si potrebbe pure tranquillizzare, tuttavia, secondo Giovanni D’Agata, fondatore di Sportello Dei Diritti, i dispositivi contactless sono ugualmente vulnerabili: “Un malintenzionato equipaggiato con un palmare venduto su Internet a pochi euro, può copiare agevolmente i dati di una carta contactless direttamente dalle tasche del titolare (…)È stato un grave problema in America ed arriverà anche in Italia (…) le carte possono essere protette solo se avvolte in stagnola o se conservate in portafogli rivestiti con una speciale lamina”

Cosa resta da fare?

Cosa resta da fare, dunque, se non munirsi di carta stagnola o attivarsi per fare in modo che non venga più imposto un sistema di pagamento esposto a maggiore rischio di truffa? Ai posteri l’ardua sentenza.