La forma nell’acqua, la fiaba fantasy di Gulliermo del Toro

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la forma dell'acqua

È ancora al cinema dopo oltre un mese dalla sua uscita nelle sale italiane, e merita assolutamente di essere visto, La Forma dell’acqua, film di Gulliermo del Toro con Sally Hawkins e Octavia Spencer (drammatico-fantastico, dicembre 2017, colore, 123 minuti).

Il film è una vera e propria fiaba fantasy, con atmosfere gotiche, la cui azione si svolge nel corso della guerra fredda tra i due blocchi che fino a trent’anni fa si dividevano il potere nel mondo: quello americano e quello sovietico.

Siamo nel clou del conflitto tra le superpotenze (all’inizio degli anni Sessanta) ed Elisa, addetta alle pulizie di mestiere e affetta da mutismo, vive la sua esistenza quotidiana nell’ombra della sua malattia, in solitudine e silenzio, rifuggendo i rapporti con il mondo.

Forse proprio per questo la donna viene a un tratto dai suoi superiori incaricata di ripulire un misterioso laboratorio dove, assieme alla collega Zelda, scopre le evoluzioni di un esperimento segreto portato avanti dal governo americano: una strana creatura simil-umana dall’aspetto squamoso che vive in una enorme vasca acquatica sigillata.

Elizia lentamente costruisce un rapporto con il mostro, finché non incorre nelle preoccupazioni e le ire dei suoi superiori.

Profondo e allo stesso tempo leggero, il film ha fatto incetta di premi a tutti i grandi festival a cui ha partecipato. Alla 74esima mostra del cinema di Venezia ha vinto l’ambito premio del Leone d’oro e agli ultimi Oscar si è aggiudicato ben quattro statuette (su tredici candidature): miglior film, migliore regia, migliore colonna sonora e migliore scenografia.

Anche il pubblico e la critica sembrano aver apprezzato il lavoro di del Toro e del suo cast (oltre a Sally Hawkins e Octavia Spencer, anche Michael Shannon, Richard Jenkins, Doug Jones e Michael Stuhlbarg).

Partiamo dal riscontro delle sale: nei primi tre giorni di distribuzione integrale americana, il film ha incassato tre milioni di dollari; in Italia, nel solo primo weekend di programmazione, la cifra record è di un milione e ottocentomila euro, quasi replicata (1,4 milioni) nel weekend successivo al trionfo della pellicola durante la notte degli Oscar.

In totale, il film ha incassato più di sessanta milioni di dollari negli Stati Uniti e quasi novanta nel resto del mondo.

Per quanto concerne le recensioni e le riviste specializzate, basta citare un paio di numeri. Il primo è il 92% di recensioni professionali positive ottenute sul sito Rotten Tomatoes (337 critiche totali scritte, con un punteggio medio di 8,4 su 10); discorso simile per Metacritic, dove il punteggio medio è di 87 su 100, mentre i suoi giornalisti hanno posizionato il film al ventesimo posto tra tutti quelli usciti nel 2017.

Parlando di classifiche, anche le riviste Sight&Sound e Variety hanno premiato il film (collocandolo rispettivamente al sedicesimo e al settimo posto nella lista dei migliori venticinque film dell’anno).

Da un punto di vista della produzione, il film è costato venti milioni di dollari, mentre le sue riprese sono durate quasi cinque mesi.

Nove sono stati invece necessari per immaginare, definire e costruire l’aspetto del misterioso rettile-umanoide.