E-cig o sigarette tradizionali? Poco conta, il danno è il medesimo

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E-cig e sigarette elettroniche

Un recente studio americano dimostra quanto l’impiego delle sigarette elettroniche possa apportare danni quanto quelle tradizionali, scopriamone i dettagli

Che il fumo fosse dannoso era risaputo, ma che le sigarette elettroniche, create appositamente per un’alternativa al vizio più salutare, non lo fossero poi così tanto si sapeva meno.

Recentemente la pratica del fumo, attuata attraverso il semplice mezzo tecnico rappresentato dalla sigaretta elettronica, ha avuto un boom stratosferico. Mille gusti, mille profumi e mille modelli di sigarette… ma quanto, effettivamente, non danneggiano l’individuo?

I dati dell’Eurobarometro

Dai dati provenienti dall’Eurobarometro “sei milioni di cittadini dell’Unione hanno smesso di fumare, oltre nove milioni hanno ridotto l’utilizzo di tabacco” ma ancora non si evince l’effettiva correlazione tra la pratica della sigaretta elettronica e la perdita del “vizio”classico.

La Food and Drug Administration solleva altri dubbi

Inoltre,  la Food and Drug Administration – FDA ha sollevato un altro fatale dubbio, ovvero, che i prodotti utilizzati per ridurre il rischio di tossicità, probabilmente, non sono così innocui come sembrano considerata proprio la presenza al loro interno di nicotina, a dispetto di quanto dichiarato, o addirittura, della traccia di elementi chimici o  tossici dalle elevate potenzialità cancerogene.

Altri studi dimostrano, invece, che un giovane che fa uso di sigarette elettroniche può incorrere più  facilmente nell’utilizzo di una sigaretta tradizionale rispetto ad un ragazzo che non ne ha mai fatto uso.

La ricerca più sconcertante

Ma tra le tante notizie e le numerose ricerche che fanno scalpore, del doppio le possibilità di incorrere in un infarto.

 dirlo sono proprio i ricercatori della University of California in San Francisco. Lo studio, pubblicato sull’American Journal of Preventive Medicine, è stato presentato in occasione della riunione 2018 della Society for Research on Nicotine and Tobacco.

Lo studio, nel dettaglio

Lo  studio dimostra, infatti, che l’utilizzo quotidiano delle sigarette possa addirittura raddoppiare il rischio di infarto proprio attraverso l’analisi di 69.452 soggetti a cui è stato domandato se avessero mai fatto utilizzo di sigarette elettroniche, tradizionali e se fossero mai state colpite da infarto.

Tra i 35.352 consumatori ed anche gli “ex”consumatori di sigarette non tradizionali, circa 333, vale a dire, il 3,6% è stato colpito da attacco cardiaco, con la percentuale più alta per coloro che utilizzavano e-cig (sigarette elettroniche) o sigarette ogni giorno.

Dall’analisi, inoltre, si evince che il 66% di chi “svapava”, termine in voga per chi utilizza e-cig e che fa sembrare più bella la voce del verbo fumare alludendo alle auliche nuvolette di vapore, fumava anche tabacco e per coloro che hanno fatto utilizzo di ambedue prodotti le probabilità di essere colpiti da attacco di cuore erano aumentate di 4 o 6 volte rispetto a chi non aveva mai utilizzato nessuno dei due tipi.

Buone notizie

Non mancano, fortunatamente, anche le buone notizie e le porta proprio Stanton Glantz, direttore del Centro UCSF per la ricerca e l’educazione sul controllo del tabacco: “Il rischio di infarto inizia a diminuire immediatamente dopo aver smesso di fumare e i nostri risultati suggeriscono che lo stesso è vero quando smettono di usare le sigarette elettroniche”.