Di Maio ai lavoratori Coop irpini: «Sono nato ad Avellino!»

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luigi di maio vicepremier

Chiusa la vertenza Ilva, il ministro del lavoro e per lo sviluppo economico ha incontrato i lavoratori della Coop di Avellino, in mobilità dallo scorso giugno, e che chiedono un intervento del dicastero per la risoluzione della vertenza.

Presenti a Roma anche i lavoratori ex Irisbus, vittime di una crisi che dura da ormai quattro anni.

È stato protagonista di un siparietto con i lavoratori Ipercoop di Avellino, il ministro e vicepremier Di Maio, durante l’incontro con le maestranze locali, all’uscita dal Ministero.

Di Maio, impegnato nelle frenetiche precedenti ore nella trattativa per il rilancio dell’Ilva di Taranto, alla sua uscita ha trovato i lavoratori campani, che hanno voluto incontrarlo per ricordargli la loro situazione. «Ci saranno i miei al vostro tavolo», ha concluso il ministro, ma i lavoratori hanno insistito: «Non si dimentichi di noi», ha gridato qualcuno.

Decisa la risposta di Di Maio, che ha provato a rassicurarli: «E chi si dimentica? Sono nato ad Avellino».

La vertenza Ipercoop

Già dal mese di giugno la vertenza è entrata in agenda del Ministero del lavoro, quando i sindacati irpini avevano scritto al ministro per portare alla sua attenzione la situazione, dopo l’avvio della procedura di mobilità per più di 130 lavoratori.

La Coop – si legge nella lettera – è da ormai molti anni la più grande catena italiana nel mercato della distribuzione di prodotti di largo consumo. Con l’arrivo di Coop Alleanza, nel 2016, i lavoratori, pur di mantenere il loro posto di lavoro e di evitare l’abbandono di Unicoop Tirreno, hanno rinunciato a scatti di anzianità, straordinari, ore di lavoro e ogni tipo di benefit maturato nel tempo.

Alla fine sono stati ripagati con un contratto di solidarietà e il trattamento di cassa integrazione”. Nel mese di maggio, i 138 lavoratori hanno appreso della trattativa tra Coop e Az per la cessione dell’azienda, una trattativa che prevedeva condizioni ancora più dure per i dipendenti.

Da quel momento è scattato lo sciopero a oltranza, con la solidarietà di Comune, Provincia e Regione Campania. Dopo circa un mese, però, per tutti i lavoratori è stata avviata, da parte dell’azienda, la procedura di mobilità, ultimo atto della vicenda che ora i lavoratori chiedono venga gestita direttamente dal Ministero.

Anche i dipendenti Irisbus a Roma. La crisi continua

In presidio a Roma anche i lavoratori dell’ex Irisbus, sempre di Avellino, per chiedere certezze su una crisi che dura ormai da anni e che sta lentamente mettendo fuori gioco un’azienda tutto sommato viva, che può contare per esempio su una commessa da mille autobus nel prossimo autunno.

Di Maio, che del destino dell’azienda campana ha fatto un cavallo di battaglia della sua campagna elettorale (il Movimento Cinque Stelle ha toccato in Irpinia picchi superiori al 40%), ha assicurato che la questione è prioritaria per il suo ministero, anche se non ci sono ancora delle opzioni concrete, come il ventilato ma non verificato ingresso in società dell’azienda pubblica Invitalia.