Roccaraso e la beffa della neve che non c’è: “Rimborsateci lo Skipass”

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L’avvocato Angelo Pisani, rivendica il «diritto al rimborso, e pure tante scuse, quando non viene garantito l’utilizzo degli impianti del comprensorio».

A Roccaraso la neve non c’è e gli amanti dello sci chiedono gran voce il rimborso dello Skipass. A riportare la querelle è l’avvocato Angelo Pisani in un post pubblicato su facebook.

Pare che a Roccaraso e dintorni  gli sciatori siano stati truffati perché si sono abbonati con largo anticipo agli impianti che in parte sono chiusi e senza neve artificiale.

“Chi ha pagato profumatamente per uno Sky pass, ha diritto al rimborso e tante scuse quando non viene garantito utilizzo degli impianti del comprensorio e c’è un inadempimento contrattuale addirittura con discriminazione rispetto ad altri utenti giornalieri che pagano prezzi più bassi proprio per la chiusura degli impianti .

Non è giusto che chi ha pagato per l’intero anno venga beffato e gli utenti giornalieri invece paghino molto meno in occasione di disservizi e impianti chiusi . Chiederemo alla società del comprensorio sciistico alto Sangro ( Roccaraso, Rivisondoli, Pescocostanzo ) di rimborsare il costo degli Sky pass annuali se non si vuole portare il problema nelle aule giudiziarie , visto che gran parte delle piste/impianti sono chiusi per mancanza neve e ogni pretesto e clausola vessatoria risulta infondato in fatto e diritto .

I malcapitati sciatori che hanno già pagato l’abbonamento annuale purtroppo hanno subito un gran bidone non solo per la chiusura degli impianti, ma per aver assistito alla preferenza e sconto del 30% agli utenti giornalieri come pubblicizzato nelle biglietterie proprio causa parziale utilizzo impianti .

La “grande beffa” interessa migliaia di abbonati a cui non è stata garantita neanche la neve artificiale che nella maggioranza degli impianti non è stata sparata per risparmiare rendendoli inutilizzabili nonostante i soldi incassati . Chi ha fatto lo Sky pass annuale pagando circa 650 euro, non può per mancanza neve naturale ed artificiale (che si doveva garantire una volta incassati tanti soldi) sciare su tutto il comprensorio dove le piste sono chiuse .

Invece la società auto Sangro proprietaria degli impianti ha incassato la quota intera in danno degli abbonati, mentre per chi fa lo Sky pass giornaliero ( visto che le piste sono al 60 % chiuse ) sta praticando un forte sconto sul costo , due trattamenti diversi ossia una vera e propria discriminazione che non può giustificarsi e impone il rimborso o altra offerta per i malcapitati abbonati paganti”.

L’avvocato Angelo Pisani, fondatore dell’associazione Noiconsumatori.it, insomma rivendica il «diritto al rimborso, e pure tante scuse, quando non viene garantito l’utilizzo degli impianti del comprensorio».