Ponte Morandi, venti indagati per omicidio e disastro colposo

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danilo toninelli ministro delle infrastrutture

Il processo mette la concessionaria Autostrade, ma non solo, davanti a pesanti responsabilità, ma gli abitanti colpiti dalla tragedia attendono fatti conseguenti alle promesse ricevute.

Gli interventi del Procuratore capo, del premier Conte, e del ministro dei trasporti Danilo Toninelli.

Sono venti gli indagati per il crollo, avvenuto lo scorso agosto, del ponte Morandi a Genova, tragedia che ha colpito tutto il paese e portato alla morte di quarantatre persone.

Tra gli indagati compaiono tutti i vertici della società Autostrade, concessionaria della rete nazionale, i tecnici della Spea (controllata del gruppo Atlantia) e alcuni alti dirigenti del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

Le accuse: disastro colposo, omicidio colposo e stradale

Pesanti e articolate, le ipotesi di reato per l’accaduto, che evidenziano responsabilità individuali e societarie molto grosse: omicidio colposo plurimo, aggravato dalla violazione delle norme antinfortunistiche, ma anche disastro colposo e omicidio stradale. I primi due capi d’accusa sono stati ipotizzati anche nei confronti della società Autostrade come soggetto giuridico.

Il procuratore: il numero dei responsabili potrebbe aumentare

Il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi, ha spiegato alla stampa di aver richiesto anche l’incidente probatorio, aggiungendo che «la lista degli indagati al momento è questa, poi qualora emergessero ulteriori profili dalla prosecuzione delle indagini verrà valutato, anche in corso di incidente probatorio come prevede il codice, se estenderla».

Insomma, la possibilità che i responsabili del crollo possano essere ancora più numerosi, è tutt’altro che da escludere. Ma sarà il processo a dirlo.

Conte: tutelare il patrimonio dello Stato e l’incolumità dei cittadini

Sulla questione è intervenuto anche il Presidente del consiglio dei ministri Conte, ribadendo che il governo non intende ammorbidire la propria posizione rispetto al concessionario Autostrade e alle sue responsabilità.

Difficile sbilanciarsi però su uno scenario a lungo termine, per le cui decisioni avrà senz’altro un ruolo importante anche l’andamento del processo: «Non posso dire oggi che si va verso la nazionalizzazione», ha spiegato Conte. «A noi interessa però tutelare a pieno il patrimonio dello Stato e avere massime garanzie di tutela di incolumità dei cittadini. Se questo avverrà attraverso la nazionalizzazione o una nuova gara con condizioni contrattuali diverse, lo vedremo».

Toninelli: entro novembre tutti avranno una casa

Intanto, in Parlamento, anche il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli, è tornato a parlare della questione. Il governo, ha annunciato, è pronto ad approvare un decreto che agevolerà la sottoscrizione di mutui per le famiglie colpite dalla tragedia. «L’azione del governo sarà diretta a favore delle famiglie e delle imprese.

Entro novembre tutti avranno un’abitazione, abbiamo smosso ogni livello istituzionale e possiamo dirci fiduciosi e vicini al risultato». Per quanto riguarda il destino immediato delle famiglie evacuate, il ministro ha parlato di “buone possibilità” perché queste possano entrare nelle loro vecchie case, per alcune ore, «per poter riprendere gli effetti personali di cui hanno bisogno».