Matteo Brambilla si espone, il patto segreto? “Se è vero, mi dimetto”

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    Il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Matteo Brambilla si espone a riguardo dell’incarico di commissario governativo al noto imprenditore Francesco Floro Flores, sul probabile patto segreto tra Fico e De Magistris e sull’emendamento salva-finanze

    Sulla bacheca Facebook del consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Matteo Brambilla è recentemente apparsa una condivisione che pone luce sulle considerazioni dello stesso consigliere pentastellato a riguardo dell’incarico di commissario governativo al noto imprenditore Francesco Floro Flores da parte del ministro Lezzi e di altre tematiche come l’emendamento salva-finanze ed il probabile e celato patto Fico – De Magistris.

    Patti, compiti e bonifiche

    Secondo Matteo Brambilla, a mancare, per quel che concerne l’incarico di commissario governativo di Francesco Floro Flores sarebbe in effetti l’ufficialità della decisione, ragion per cui, solamente all’atto della ratifica di nomina, potrà esprimersi con le dovute deduzioni ed opinioni.

    Al momento però, per quanto tale nomina faccia presumere e presupporre all’opinione pubblica un patto segreto tra Fico e De Magistris, per Brambilla Francesco Floro Flores ha un solo compito, attivare una bonifica di Bagnoli, bonifica attesa da più di 25 anni, e andarsene.

    Il patto segreto secondo Brambilla

    Per Brambilla, invece, il patto “segreto” non esiste; se esistesse o, quantomeno, se ne fosse a conoscenza lascerebbe, senza esitazione alcuna, il Movimento 5 Stelle. Brambilla, infatti, confida nel fatto che Roberto Fico non sia propenso a tale genere di operazione, tra l’altro nemmeno alla luce del sole, in quanto azione totalmente contraria ai principi del Movimento 5 Stelle.

    Sull’emendamento Grassi

    Brambilla si espone, inoltre, anche su una recente mossa nata da un gruppo di attivisti partenopei supportati da grandi professori universitari e dai parlamentari grillini che sembra  poter “condannare” de Magistris all’incandidabilità per 10 anni, ragion per cui, l’emendamento salva-finanze del senatore M5S Ugo Grassi potrebbe anche risultare un tentativo per salvare la città ed il sindaco.

    Per quel che concerne l’emendamento salva-finanze, Brambilla si mostra decisamente perplesso perché se l’obiettivo dell’emendamento al Senato risulta essere quello di far respirare di più i Comuni non appare chiaro per quale motivo si debbano sterilizzare ad un solo anno  gli effetti della Corte dei Conti.

    Se il fine dell’emendamento di Grassi è appunto quello di aiutare tutti gli Enti tramortiti dalle politiche dei Governi antecedenti e dei tagli, in special modo al Welfare,  per Brambilla, allora, tutto quadrerebbe, tuttavia, non appare chiara la materia di un emendamento che a conti fatti sterilizza tutti gli effetti della Corte dei Conti innalzando dubbi e perplessità anche sulla costituzionalità della norma stessa.

    Epilogo

    Fatto sta che,  alla fine, il Movimento 5 Stelle ha salvato de Magistris in una mossa che intreccia tanto la norma per il salvataggio di De Magistris quanto la nomina del commissario governativo per Bagnoli, vale a dire, dell’imprenditore indicato dal ministro Lezzi sotto probabile  suggerimento di Fico, imprenditore, tra le altre cose, che risulta anche essere  il datore di lavoro di Claudio de Magistris, oltre che concessionario dell’Arena flegrea per 35mila euro all’anno.