Luigi Di Maio su Skytg24: “I numeri sono dalla nostra parte”

33
luigi di maio vicepremier

Continuano le polemiche tra Luigi Di Maio, Conte e Salvini. E’ scontro sul caso Siri e su Flat Tax. Il Governo è in bilico tra le due forze politiche di Lega e M5S.

E’ scontro tra Lega e M5S. Conte ha annunciato che al prossimo Consiglio dei ministri proporrà le dimissioni di Armando Siri. Luigi Di Maio è stato molto chiaro in merito alla questione del sottosegretario leghista indagato per corruzione in un’intervista rilasciata su Skytg24: “Se non si dimette si vota in consiglio dei ministri e noi abbiamo la maggioranza assoluta, i numeri sono dalla nostra parte”. “Che la Lega faccia cadere il Governo per un caso di corruzione sarebbe veramente clamoroso”, aggiunge.

Matteo Salvini commenta il caso Armando Siri e prende una chiara posizione: “Conte mi sfidi sulle tasse, non sulla fantasia”. “Conte mi sfida sul caso Siri? Sfidiamoci sulle tasse, su qualcosa che interessa gli italiani, non sulla fantasia”.

Matteo Salvini: “Tagliare le tasse”

In questo momento per Salvini l’emergenza del Paese è tagliare le tasse: “Ogni giorno perso è un giorno che non torna più”.

Per Salvini la Flat Tax al momento è al primo posto tra gli interventi politici e che si aspettano i cittadini. “Qualche alleato di governo sulla riduzione delle tasse dice di ‘parlarne più avanti’. Io dico che ridurre le tasse al 15 per cento per famiglie e imprese e urgente per l’italia. Ridurre le tasse è la vera emergenza di questo paese”, continua. Un riferimento poi alla sua visita in Ungheria: “Ieri sono stato con il presidente del Consiglio ungherese a lezione di riduzione fiscale, cosa che vorrei fosse realtà anche in Italia, invece vedo che qualcuno ha tempo da perdere polemizzando su altro, non sono io”.

Alle polemiche sul caso Siri interviene anche Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla Presidenza che replica: “Rompere? Non so, si tratta di decidere se si vuole lavorare…”. “Rompere la coalizione? Non so, si tratta di decidere se si vuole perdere tempo con le dichiarazioni e con i giornalisti o se si vuole lavorare. Io personalmente lavoro tanto, forse troppo”.