Ilva di Taranto. Scontro tra Di Maio e il sindaco di Taranto

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luigi di maio contro il sindaco di taranto per la questione ilva

L’allargamento del tavolo sugli stabilimenti industriali a sessanta tra associazioni e comitati provoca l’ira del primo cittadino, che non le manda a dire.

Il ministro risponde a tono, e sullo scontro prendono le parti i vari attori istituzionali. Non poteva certo sperare il nuovo governo, mai immune da polemiche e sempre sotto l’occhio attento della critica, di affrontare la questione Ilva senza sollevare polveroni.

Ed è esattamente quello che sta accadendo in queste ore, rispetto agli incontri che potrebbero essere decisivi per il futuro degli stabilimenti industriali della città pugliese.

Ilva, il tavolo del ministro che non piace al sindaco

Sull’Ilva di Taranto, però, più che di polemiche e scontro istituzionale, sarebbe più corretto parlare di vero e proprio caos. Un caos culminato con l’annuncio del sindaco della città dei due mari, Rinaldo Melucci, che ha comunicato ufficialmente la propria assenza al vertice convocato dal vicepremier Di Maio al Ministero dello Sviluppo economico.

Alla base della mancata partecipazione, l’estensione dell’“invito” a sessantadue tra sigle sindacali, associazioni e comitati. «Tra queste sigle pseudo-associative si fanno notare – ha sbottato il primo cittadino – quelle delle aggressioni in Prefettura nel giorno dell’ultimo tragico incidente allo stabilimento».

Di Maio dal canto suo non si mostra disponibile a trattare, anzi la replica è dura quanto le battute del sindaco: «Il tavolo non è un club privato. Da ministro accetto la non partecipazione del sindaco, ma ne trarrò le dovute conseguenze».

Lo scontro istituzionale mette a rischio il vertice

Il botta e risposta però non finisce qui. Melucci e Di Maio se ne dicono di tutti i colori, con il conseguente clima di tensione che rischia di avvolgere l’intera operazione-Ilva. Se il sindaco attacca, parlando di «una sceneggiatura congegnata per coprire il vuoto di proposte» e di un Comune a disposizione di azienda e commissari «quando la legge della Repubblica prevederà il suo coinvolgimento», il ministro si difende, ma senza abbassare i toni.

fabbrica ilva di taranto scontro di maio e sindaco

Di Maio spiega infatti di aver convocato il tavolo su richiesta di Arcelor Mittal, «che ha chiesto di poter illustrare a tutti gli stakeholder le proprie proposte. Per me  – conclude il ministro – hanno diritto a partecipare tutte le rappresentanze dei cittadini coinvolti, incluse le associazioni e i comitati che in questi anni hanno svolto un ruolo essenziale. Ed è per questo che li ho invitati».

Le posizioni dell’azienda e quelle della Regione

Al di là dei due protagonisti, però, sulla querelle Ilva si esprimono in tanti, e la linea del ministro trova sia seguaci che oppositori. Non soddisfa del tutto, per esempio, l’Arcelo Mittal, che mostra stupore una volta appreso dell’allargamento a così tanti soggetti del vertice, sottolineando la propria disponibilità al dialogo, auspicando però che il percorso sia in futuro “condiviso”.

Favorevole invece il governatore della Puglia Emiliano, che in un tweet accoglie con favore la presenza «dei comitati ai tavoli istituzionali», non risparmiando una frecciata ai precedenti governi, con i quali, pure da presidente della più importante assemblea territoriale, faticava a dialogare su questo genere di questioni.