Il rumore della movida, in tribunale anche l’Autorità portuale

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Le concessioni demaniali da 43 euro al mese per i locali che ne fatturano circa 50.000 a notte fanno, forse, più rumore di quello sopportato dagli stessi residenti: è una follia La sopportazione e la pazienza dei residenti di due zone nevralgiche del quartiere di Bagnoli devono essere notevoli considerato che nella zona si avvicendano ben sette discoteche, locali musicali e relativo rumore: luoghi di svago per alcuni, di tormento per altri. Chioschi, baretti, discoteche e non solo, autorizzati o abusivi che siano, costringono, infatti, i residenti di piazza Bagnoli e via Coroglio a sopportare atroci decibel di sofferenza che si vanno a sommare anche a quelli sorti dal traffico veicolare che consegue dalla movida in questione. Decibel di dolore e citazioni in giudizio Dopo i numerosi esposti prodotti nei mesi passati dai residenti di piazza San Domenico e piazza Bellini anche i residenti di piazza Bagnoli e Via Coroglio hanno deciso di prendere esempio e di attivarsi citando in giudizio addirittura il Comune di Napoli e l'Autorità portuale. Si tratta di un vero e proprio comitato per la quiete pubblica e per la vivibilità dei cittadini alla cui guida si è posto Gennaro Esposito, ex consigliere comunale di Napoli. Con la citazione in giudizio, è doveroso sottolineare, si richiede l'attuazione di tutte le misure per contrastare la rumorosa movida ma, soprattutto, il risarcimento per tutti i danni arrecati ai residenti. Contro le concessioni I danni sono di varia natura e spaziano da quello di tipo biologico a quello esistenziale, dall' invalidità temporanea a quella permanente ed anche da quello patrimoniale a quello morale. Il Comune di Napoli è stato, infatti, citato soprattutto per le concessioni emesse a degli stabilimenti che si sono poi tramutati in vere e proprie discoteche. Tra l’altro, sottolinea l'avvocato Esposito, “i gestori dei locali continuano a pagare un canone mensile irrisorio, a fronte degli incassi milionari annui” ed a supporto della tesi è stata allegata anche una tabella con il prezzario dei canoni mensili delle discoteche appartenenti all'infelice zona in questione. Come emerso dalle inchieste, c’è anche chi paga soli 43 euro al mese pur incassando 50mila circa a notte e da molti è ritenuto estremamente assurdo. Il caso “Bagnoli” Il caso “Bagnoli” rappresenta, però, una differenza rispetto ai casi precedenti. Questa volta, infatti, viene citata in giudizio anche l’Autorità portuale. Autorità dal ruolo predominante in questa rumorosa vicenda considerato che tutti i locali di musica e spettacolo disposti su Via Coroglio sorgono e svolgono la propria attività su di un suolo demaniale che occupano proprio in ragione di concessione dell’Autorità Portuale di Napoli. Tutela e quiete La tutela della quiete e, soprattutto, dell’incolumità pubblica va infatti osservata rigorosamente ed applicata scrupolosamente sia per quel che concerne le rumorose strutture da intrattenimento ma anche per quanto riguarda la vendita di bevande alcoliche attraverso, ad esempio, limitazioni in termini di orario dei punti vendita o con la modifica dell'orario di chiusura dei locali stessi. La limitazione proposta andrebbe a limitare, di conseguenza, anche le emissioni sonore dei locali che con l’impiego di strumenti ed amplificatori vanno a disturbare la quiete e la salute pubblica. Ordinanze e multe La nuova ordinanza contro la rumorosa movida richiede infatti che “ogni esercizio commerciale dovrà garantire che i relativi locali di pertinenza siano dotati di misure tecniche tali da evitare che suoni e rumori siano percepibili all'esterno dopo le ore 24:00; limitazioni anche all’utilizzo su strada di amplificatori e/o percussioni al di fuori delle fasce orarie seguenti - dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle 17:00 alle ore 21:00.” Inoltre, le multe previste per il mancato rispetto di tali provvedimenti, multe che potrebbero partire anche dai 500 € andrebbero sicuramente a sensibilizzare i proprietari delle attività... magari, un giorno, anche quelli del quartiere di Bagnoli.

Le concessioni demaniali da 43 euro al mese per  i locali che ne fatturano circa 50.000 a notte fanno, forse, più rumore di quello sopportato dagli stessi residenti: è una follia

La sopportazione e la pazienza dei residenti di due zone nevralgiche del quartiere di Bagnoli devono essere notevoli considerato che nella zona si avvicendano ben sette discoteche, locali musicali e relativo rumore: luoghi di svago per alcuni, di tormento per altri.

Chioschi, baretti, discoteche e non solo, autorizzati o abusivi che siano, costringono, infatti, i residenti di piazza Bagnoli e via Coroglio a sopportare atroci decibel di sofferenza che si vanno a sommare anche a quelli sorti dal traffico veicolare che consegue dalla movida in questione.

Decibel  di dolore e citazioni in giudizio

Dopo i numerosi esposti prodotti nei mesi passati dai residenti di piazza San Domenico e piazza Bellini anche i residenti di piazza Bagnoli e Via Coroglio hanno deciso di prendere esempio e di attivarsi citando in giudizio addirittura il Comune di Napoli e l’Autorità portuale.

Si tratta di un vero e proprio comitato per la quiete pubblica e per la vivibilità dei cittadini alla cui guida si è posto Gennaro Esposito, ex consigliere comunale di Napoli. Con la citazione in giudizio, è doveroso sottolineare, si richiede l’attuazione di tutte le misure per contrastare la rumorosa movida ma, soprattutto, il risarcimento per tutti i danni arrecati ai residenti.

Contro le concessioni

I danni sono di varia natura e spaziano da quello di tipo biologico a quello esistenziale, dall’ invalidità temporanea a quella permanente ed anche da quello patrimoniale a quello morale. Il Comune di Napoli è stato, infatti, citato soprattutto per le concessioni emesse a degli stabilimenti che si sono poi tramutati in vere e proprie discoteche.

Tra l’altro, sottolinea l’avvocato Esposito, “i gestori dei locali continuano a pagare un canone mensile irrisorio, a fronte degli incassi milionari annui” ed a supporto della tesi è stata allegata anche una tabella con il prezzario dei canoni mensili delle discoteche appartenenti all’infelice zona in questione.

Come emerso dalle inchieste, c’è anche chi paga soli 43 euro al mese pur incassando 50mila circa a notte e da molti è ritenuto estremamente assurdo.

Il caso “Bagnoli”

Il caso “Bagnoli” rappresenta, però, una differenza rispetto ai casi precedenti. Questa volta, infatti, viene citata in giudizio anche l’Autorità portuale. Autorità dal ruolo predominante in questa rumorosa vicenda considerato che tutti i locali di musica e spettacolo disposti su Via Coroglio sorgono e svolgono la propria attività su di un suolo demaniale che occupano proprio in ragione di concessione dell’Autorità Portuale di Napoli.

Tutela e quiete

La tutela della quiete e, soprattutto, dell’incolumità pubblica va infatti osservata rigorosamente ed applicata scrupolosamente sia per quel che concerne le rumorose strutture da intrattenimento ma anche per quanto riguarda la vendita di bevande alcoliche attraverso, ad esempio, limitazioni in termini di orario dei punti vendita o con la modifica dell’orario di chiusura dei locali stessi.

La limitazione proposta andrebbe a limitare, di conseguenza, anche le emissioni sonore dei locali che con l’impiego di strumenti ed amplificatori vanno a disturbare la quiete e la salute pubblica.

Ordinanze e multe

La nuova ordinanza contro la rumorosa movida richiede infatti che “ogni esercizio commerciale dovrà garantire che i relativi locali di pertinenza siano dotati di misure tecniche tali da evitare che suoni e rumori siano percepibili all’esterno dopo le ore 24:00; limitazioni anche all’utilizzo su strada di amplificatori e/o percussioni al di fuori delle fasce orarie seguenti – dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle 17:00 alle ore 21:00.”

Inoltre, le multe previste per il mancato rispetto di tali provvedimenti, multe che potrebbero partire anche dai 500 € andrebbero sicuramente a sensibilizzare i proprietari delle attività… magari, un giorno, anche quelli del quartiere di Bagnoli.