Cannabis light: La Cassazione sospende la vendita. A Napoli esposte piante di basilico

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sospesa la vendita di cannabis light

La sentenza della Cassazione vieta la vendita di prodotti a base di cannabis light. I commercianti protestano e lanciano un appello a Salvini.

La Cassazione ha emesso la sentenza in merito all’illegalità della cannabis light. Nel documento si legge: “Non è concessa la vendita e la commercializzazione in generale, a qualsiasi titolo, dei prodotti derivati da cannabis salvo che tali prodotti siano in concreto privi di efficacia drogante”.  Ma i commercianti di cannabis light non ci stanno.

Cristina Marino titolare del punto vendita Fumerò grow shop commenta la decisione della Cassazione: “Non c’è una legge che stabilisca cosa significhi ‘sostanza drogante’, In precedenti sentenze della Cassazione non era ritenuta drogante la cannabis al di sotto dello 0,5% di thc. In questo senso i miei negozi vendevano già prodotti ‘non droganti’. Dopo la sentenza del 30 maggio non dovrebbe cambiare nulla. Nell’insicurezza generale però ho momentaneamente sospeso la vendita di cannabis light”.

cannabis light sospesa la vendita

Questa sentenza, non del tutto ancora chiara, potrebbe avere ripercussioni su molti commercianti che vendono solo cannabis light e che possono rischiare di subire un sequestro o addirittura la chiusura dell’esercizio commerciale anche se solo per un breve periodo. Ma sarebbe un danno che non tutti possono permettersi.

C’è chi continua a vendere i prodotti di cannabis light e chi invece ha preferito sospendere. Infatti il Neoxseeds situato nel centro storico da 4 anni ha aperto 3 negozi e ha riscosso un enorme successo. Ma al momento ha deciso di sospendere temporaneamente la vendita dei prodotti. “È solo una vittoria per la camorra – commenta Salvatore Gaudino titolare della piccola catena di negozi di cannabis – le droghe di cui parla Salvini non si fermeranno mai. Il consumo c’è e aumenta sempre di più”. Stamattina nelle vetrine del negozio di Salvatore sono state esposte le piante di basilico anziché quelle di cannabis. “Meglio non rischiare aspettiamo sentenze più definitive per capirci qualcosa in più”.

Insomma sono in tanti che sorpresi dalla sentenza della Cassazione sono preoccupati e non vogliono rischiare. Mentre qualcuno continua a vendere i prodotti di cannabis light. La maggior parte dei commercianti ha concluso dicendo: “Salvini dovrebbe occuparsi delle piazze di spaccio, non di negozi che pagano le tasse, con dipendenti in regola che danno regolarmente lavoro a ragazzi che ne hanno bisogno”.