Clonazione di schede Sim: tanti indizi portano in Campania

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conti correnti prosciugati dagli hacker campani

L’ultima truffa in provincia di Savona, oltre 20 mila euro rubati da un CC bancario: ma il fenomeno della “sim swap” sembra trovare origine al sud, in Campania

Oltre un milione di euro, ecco il totale fin ora prosciugato dai vari conti correnti bancari delle vittime; così denominata, la “sim swap”, è la nuova truffa messa in atto in questo periodo da un gruppo di malviventi.

Come funziona

Il (malcapitato) titolare della sim troverà la rete dati del proprio cellulare “danneggiata”, i truffatori accedendo alla scheda telefonica riusciranno ad avere il controllo sul telefono e dunque un libero accesso a dati personali, sensibili e non, credenziali bancarie e quant’altro.

L’ingresso nei dati degli utenti può avvenire tramite spyware o mail infette; la seconda fase poi prevede la realizzazione di documenti di riconoscimento falsi, con i dati dell’intestatario, in maniera da poter chiedere una nuova sim nei centri specializzati.

Al momento della consegna della nuova sim la vecchia verrà chiaramente disattivata, i pirati informatici poi contatteranno la banca di provenienza del cliente in modo da poter ricevere le credenziali di accesso telematiche al CC bancario; il gioco è fatto ormai, tramite piccole transazioni di denaro i portafogli virtuali vengono totalmente azzerati.

Una delle cose peggiori è che, in vari casi, c’è una complicità con i gestori di vari centri telefonici.

Un fenomeno dilagato questa estate

Giugno 2018, Villa Literno (CE): dopo tempestive e continue segnalazioni è arrivato l’arresto di una signora di ben 70 anni. In un ufficio postale, tra lo stupire generale, è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine per sventare (in tempo) l’ennesima truffa; la signora si era recata presso uno degli sportelli esibendo documenti falsificati, richiedendo una nuova tessera “postamat” con il rispettivo Pin.

L’arresto della signora di Castel Volturno (CE) non esclude, però, che gli indagati avessero gia tempo addietro prelevato ben 120 mila euro con precedenti truffe. Ben 30 le persone inquisite, provenienti dalle province di Napoli e Caserta. Addirittura è stato scoperto che un punto vendita di telefoni cellulari era il cuore pulsante della “banda delle sim“.

Anche in Sicilia varie segnalazioni, a Catania: sono state arrestate 14 persone, 32 inquisite, per una refurtiva pari a ben 600 mila euro. Nel mese di luglio nell’area metropolitana della città di Avellino sono state reperite decine e decine di denunce.

Come difendersi?

Come confermato da Massimiliano Mormone, commissario a capo della Polizia Postale di Napoli, sono state ricevute tantissime comunicazioni a riguardo. Sicuramente i modi per prevenire al meglio gli attacchi informatici sono i più classici: usare password lunghe, alfanumeriche e differenti di sito in sito, evitare nella maniera più assoluta di pubblicare dati personali e sensibili sui social o controllare periodicamente il proprio Conto Corrente bancario.

Inoltre se notate rallentamenti nei vostri cellulari o la rete dati assente, contattate prontamente l’operatore telefonico e la vostra banca. Possono davvero bastare pochissime ore per prosciugare i propri CC, cercate di evitare, inoltre di aprire mail di dubbia provenienza (o spam) e di scaricare applicazioni da siti non affidabili.

«Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni da inizio anno», ha confermato Massimiliano Mormone, commissario capo della Polizia postale di Napoli. Come difendersi? I consigli del capo della Polizia postale, Nunzia Ciardi, sono quelli di usare password non semplici e differenti per ogni sito, ed evitare di mettere online dati sensibili quando non necessario. Occhio infine alla sim e al telefonino: se si notano rallentamenti, o sparisce il campo per mezza giornata, bisogna contattare subito il gestore e anche la banca.

Per vedersi svuotato il conto corrente, possono bastare anche due o tre ore.