Luca miniero e il suo “sono tornato” portano al cinema Mussolini

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Regista e sceneggiatore napoletano, nato nel 1967, Luca Miniero sa come sbalordire e stavolta lo fa portando al cinema un personaggio storico come Benito Mussolini; nel nuovo film “Sono tornato” (nelle sale dal 1° febbraio), infatti, Miniero racconterà la storia del Duce che torna in Italia, e precisamente a Roma, 72 anni dopo la sua fucilazione e da lì accadranno molte cose.

Mussolini sarà interpretato da Massimo Popolizio, attore e doppiatore genovese, e si troverà fisicamente in Piazza Vittorio Emanuele II nella Roma del 2017 ma con la mente in quel lontano 1945 quando, con partigiani e alleati, si trovava a combattere. Miniero rappresenta, quindi, un Mussolini immutato nel tempo (ne è una conferma la stessa divisa ancora sporca) che dovrà interfacciarsi ad una società profondamente cambiata negli anni.

Il film, nelle sale a poco più di un mese dalle elezioni (e non è un caso), è una sorta di “remake” di un altro film “Lui è tornato” (2015) che, invece, raccontava del ritorno di Adolf Hitler in Germania, anche in quel caso ambientato ai giorni nostri con il Fuhrer alle prese tra “selfie” e popolarità. La chiave di lettura di “Sono tornato”, inoltre, può essere considerata tra il comico e il tragico, un po’ in pieno stile Miniero.

Come affermato in una recente intervista, in prossimità dell’uscita del film, Luca Miniero ha spiegato i motivi per i quali è stato riproposto un personaggio come Mussolini; il tutto è legato al fatto che il populismo è diventata l’arma di seduzione utilizzata dai diversi partiti, senza distinzione tra destra o sinistra, e il Duce rappresenta perfettamente i temi che sono trattati oggi dalla politica italiana.

Il tema, quindi, che Miniero ha deciso di portare nelle sale è proprio quello del populismo italiano perché, da quanto affermato dal regista napoletano, il rischio che possa tornare il fascismo nella nostra penisola è quasi pari a 0. La trama del film, comunque, è davvero molto particolare e vedrà Mussolini parecchio sorpreso da ciò che trova in Italia.

Come detto il Duce si troverà catapultato nella Roma attuale e, di fronte ad una partita di calcetto tra giovani ragazzi, crederà di essere ad Addis Abeba (capitale dell’Etiopia) e da lì ci saranno una serie di eventi che poterà Mussolini all’incontro con Frank Matano, nei panni di un giovane documentarista, con il quale girerà l’Italia in lungo e largo per capire com’è diventata e come può tornare a ricoprire il ruolo che aveva negli anni ’40.

Durante il viaggio, tutto sulle note della famosa canzone di Toto Cutugno “Sono un italiano”, Popolizio e Matano s’imbatteranno in Stefania Rocca, una produttrice televisiva molto brava nel suo lavoro che porterà Mussolini nel mondo della TV riscuotendo un enorme successo, tanto che il pubblico impazzirà di fronte al Duce alla ricerca di una foto ricordo o di un autografo.

Mussolini, però, affermerà di trovare un’Italia molto in difficoltà composta da una popolazione “analfabeta” e con lo sguardo fisso soltanto verso un oggetto: lo smartphone! (tanto da indicare Whatsapp come unica soluzione per poter comunicare). Insomma il Duce si troverà in un contesto molto diverso da quello lasciato 72 anni fa ma che sicuramente poterà molte risate al pubblico italiano. “Sono tornato”, si ricorda, sarà in tutte le sale dal 1° febbraio 2018.