“Boxe al Rione Sanità”: nuova palestra e tanti obiettivi

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boxe al rione sanità

Contro la violenza in strada prende, finalmente, il via la seconda parte della progettazione “Boxe al Rione Sanità”

Nella basilica di San Severo alla Sanità di Napoli si è dato ufficialmente il via alla seconda parte del progetto “Boxe al Rione Sanità”.

Il progetto, promosso dalla Fondazione di Comunità San Gennaro e l’Altra Napoli onlus ed in sinergia con il gruppo sportivo Fiamme oro e con la Federazione italiana di boxe, ha come obiettivo quello di togliere i ragazzi dalla strada consegnando loro un nuovissimo e sano spazio di aggregazione.

La sinergica attività di due atenei

Ad intervenire in tale progettazione, accomunati da un ideale di architettura che si rende “strumento a servizio dell’uomo e della comunità”, anche i rappresentanti del Dipartimento di Architettura dell’Università’ Federico II di Napoli e dell’Università’ di Architettura di Tolosa. I docenti, assieme ai laureandi ed ai dottorandi, daranno a breve, infatti, il via per la progettazione della palestra di boxe riconferendo vita  nuova al chiostro dell’Istituto Ozanam alla Sanità.

La risposta alla violenza delle baby gang

Il progetto nasce, dunque, con l’idea ed il fine di poter rappresentare una concreta risposta e soluzione alla violenza scaturita dalle baby gang in strada. Antonio De Iesu ha commentato  infatti tale provvedimento sottolineando la speranza di poter tramite esso “combattere la devianza giovanile” ed augurandosi che “Dalla Sanità questo possa diventare un modello da esportare”.

La palestra nel chiostro del Centro Ozanam

La palestra, che sarà allestita nel chiostro del Centro Ozanam in piazzetta San Severo a Capodimonte, rappresenterà, dunque, un’idea, raccolta anche da Padre Antonio Loffredo, dalla Fondazione di Comunità San Gennaro e dall’associazione L’Altra Napoli onlus, che vedrà la sinergica collaborazione tra maestri, allenatori e tutor come educatori per un nuovo percorso che consacrerà anche i valori di sport e legalità. Padre Antonio Loffredo a tal proposito sostiene: “Stiamo facendo di tutto per ricucire le fratture in questo quartiere (…) a me interessa che i nostri ragazzi in questa palestra possano crescere e che imparino a servire il loro territorio facendo sport. Non abbiamo fatto altro che impegnarci a realizzare i sogni di questi ragazzi».

L’intervento dell’oro olimpico

Anche l’oro olimpico delle fiamme oro Roberto Camarelle, testimonial del progetto, si esprime a riguardo : “Siamo orgogliosi di essere stati coinvolti. La boxe è uno sport di inclusione sociale che insegna valori sani come la legalità. Mi aspetto che arrivino tanti ragazzi in palestra, perché il pugilato forma il carattere e noi come fiamme oro daremo loro l’esempio che esiste una strada diversa e con i sacrifici si può diventare campioni”.

Dieci anni di boxe per il sociale

“Sono quasi 10 anni che la Napoliboxe svolge attività sociale gratuita alla Sanità con risultati di livello più volte riconosciuti” sostiene il maestro Lino Silvestri, ed aggiunge: “Abbiamo organizzato riunioni in piazza nel quartiere che hanno attirato centinaia di spettatori e appassionati e abbiamo coinvolto nelle nostre attività decine di ragazzi, tra cui alcuni che hanno raggiunto importanti risultati a livello nazionale e internazionale”.