Bagnoli, ecco Floro Flores, il nuovo commissario

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il commissario di bagnoli floro flores con il ministro lezzi del movimento 5 stelle

La prima dichiarazione ufficiale del neo nominato commissario è una smentita dell’apertura fatta qualche settimana fa rispetto al possibile ingesso di privati nei lavori di riqualificazione dell’ex area industriale. «L’emiro del Quatar?…Solo una battuta».

L’aveva detto non più di qualche settimana fa, in una intervista al Corriere del Mezzogiorno, paventando la possibilità che l’emiro del Quatar potesse investire su Bagnoli, contribuendo con fondi privati ai lavori di riqualificazione dell’ex area industriale.

Oggi che di Bagnoli è ufficialmente commissario, Francesco Floro Flores smentisce le sue precedenti dichiarazioni, chiudendo alla possibilità che soggetti non istituzionali possano investire nella delicata opera pubblica.

Soltanto una battuta

Floro Flores spiega così che quella sull’emiro del Quatar non fu altro che una battuta, sebbene il tono dell’intervista, in cui si lanciava come indiscrezione la sua possibile nomina, appariva di tutt’altro tenore.

Oggi che è al timone di questa impegnativa operazione, Floro Flores invece asserisce di essere in piena sintonia con il Governo, e che l’organismo che rappresenta si farà promotore di una riqualificazione basata esclusivamente su risorse pubbliche.

La nomina

Il nome di Floro Flores, intanto, sembra aver messo d’accordo tutti, o quasi. Sicuramente il governo centrale, che in particolar modo con il Movimento 5 Stelle ha fortemente sponsorizzato la sua nomina; in secondo luogo il sindaco di Napoli, che pure a lungo si era battuto contro il commissariamento dell’area flegrea, prima di giungere a un accordo con il precedente esecutivo targato PD.

Ora, al cambio di governo, si temeva che le frizioni potessero ricominciare, ma quello del patron dello zoo di Napoli è un nome gradito a Palazzo San Giacomo, anche alla luce dei rapporti personali che legano il fratello del sindaco all’imprenditore.

Un’incognita lunga trent’anni

Resta da capire se il nuovo commissario avrà la forza e l’agibilità politica per intervenire su un territorio devastato prima dalle industrie e oggi dall’abbandono.

Abbandono che è conseguenza di un immobilismo lungo trent’anni e i cui colpevoli verranno, a quanto pare, individuati dai tanti procedimenti giudiziari in corso. Per ora, però, a pagare è la città, tutta.